Loreto – inaugurata la casa della Befana

Organizza il Gruppo ricreativo Arcobaleno

Loreto – È stata inaugurata la casa della Befana che accompagnerà i bambini per tutto il periodo natalizio sino al giorno dell’Epifania quando la Befana scenderà dalla torre civica di Piazza Garibaldi.

Un angolo della casa della befana
Un angolo della casa della Befana

Il gruppo Arcobaleno oltre ad arredare la casa allieterà i suoi piccoli e grandi visitatori con laboratori creativi, teatrali, di cucito; con concerti, letture animate, spettacoli di burattini, il mitico gioco dell’oca, una mostra fotografica e tanto altro.

Con il presidente Valerio Tomassetti abbiamo tracciato la storia e gli scopi del gruppo Arcobaleno.

Presidente, quando e per quale motivo nasce il Gruppo ricreativo Arcobaleno?

«Il Gruppo quest’anno festeggia il suo ventunesimo anno di età. È nato nel lontano 1995, grazie ad un gruppo di amici, con lo scopo di fare teatro dialettale e commedie brillanti che abbiamo portato anche in moltissimi teatri della regione, riscuotendo sempre molti consensi. Nel 2013 è nata la Piccola compagnia Arcobaleno che comprende bambini dai due ai dodici anni; tiene lezioni settimanali di teatro che si concretizzano con lavori originali. Il ricavato delle nostre attività va a sostenere iniziative benefiche».

Quali sono queste iniziative?

«Abbiamo messo in piedi delle adozioni a distanza; tramite le suore del Giglio aiutiamo una casa famiglia in Romania; attraverso la distribuzione di buoni spesa aiutiamo le famiglie che si trovano in difficoltà».

Ormai la casa della Befana è diventato un appuntamento fisso del Natale

«In effetti è diventato nel tempo un punto fisso del Natale lauretano – conferma Tomassetti – per noi è un grande piacere vedere i bambini ed i loro genitori divertirsi, e al contempo imparare attraverso le nostre attività.

La casa è arredata in ogni minimo dettaglio, avvolge i visitatori in quel clima natalizio che spesso si perde quando si diventa adulti. Invece bisognerebbe tenerlo sempre dentro di noi.

La discesa della befana dalla torre
La discesa della Befana dalla torre

Il programma della casa è ampio e diluito per tutto il periodo delle feste. All’interno c’è un mercatino artigianale e vintage, ed oltre ai vari laboratori e giochi vorrei evidenziare alcuni appuntamenti: il 26 dicembre ci sarà la rappresentazione di antichi mestieri e lavori domestici; giovedì 5 gennaio alle 21, lo spettacolo teatrale: “Aspettando la Befana” con la Piccola compagnia e la partecipazione della Ginnastica Loreto. Il 6 gennaio gran finale con la discesa della Befana dalla torre civica».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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