Loreto – I Carabinieri intervengono per due casi di guida in stato d’ebbrezza

Loreto – In collaborazione con i militari della Radiomobile, i carabinieri della locale stazione hanno operato due interventi al fine di scongiurare incidenti stradali mortali.

Drinking and Driving

Alle 4:00 di oggi martedì 14 marzo, nel corso di un posto di blocco stradale in Via Rosario, i militari procedevano al fermo e al controllo dell’auto Honda Civic di colore nera il cui conducente risultava in evidente stato di ebbrezza, tanto da non riuscire a stare in piedi.

L’uomo veniva prima assistito e poi identificato e, al termine degli accertamenti, deferito in stato di libertà alla Procura di Ancona per il reato di: guida in stato di ebbrezza alcolica.

Difatti, il 33enne loretano I. M., classe 1984, celibe, nullafacente, pregiudicato, sottoposto all’accertamento alcolemico, risultava positivo per il valore illegale di g/l 1,52. Di conseguenza, gli veniva ritirata la patente di guida che veniva trasmessa alla Prefettura di Ancona per i provvedimenti di competenza, ed il veicolo veniva sottoposto a fermo amministrativo con l’affidamento in custodia a una ditta convenzionata.

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Alle 5:30 odierne gli stessi militari, nel corso di un altro posto di blocco in Via Rampolla, procedevano al fermo e controllo dell’auto Suzuki Swift di colore bianco il cui conducente, disorientato e ubriaco, aveva fermato a pochi centimetri dal veicolo dei carabinieri, riuscendo per poco ad evitare l’impatto.

L’uomo, identificato per C. I. nato ad Osimo nel 1983, residente a Loreto, celibe, nullafacente, pregiudicato, veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona  per il reato di: guida in stato di ebbrezza alcolica, risultando positivo all’accertamento alcolemico per il valore illegale di 1,60 g/l.

Al giovane veniva ritirata la patente di guida, segnalata alla Prefettura come da prassi, mentre l’auto veniva posta sotto fermo amministrativo.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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