Loreto bocciata dall’Unesco

Castagnani: “per dovere di trasparenza verso abitanti e operatori economico-turistici occorre sapere per quali motivi si è arrivati a questo deludente risultato”

Loreto, 14 settembre 2018 – Arriva come una pioggia a ciel sereno la notizia della bocciatura di Loreto e del suo patrimonio culturale da parte della Commissione Unesco. «Cose da non credere» esordisce Gianluca Castagnani consigliere di opposizione.

Quello del Santuario mariano costituisce un esempio rarissimo di Basilica fortificata, il primo realizzato nel Mondo, e conserva in sé preziosissime opere d’arte scultoree e pittoriche. Stupisce perciò che la presentazione della candidatura sia stata rigettata dall’Unesco, proprio perché rispetto alle altre basiliche e santuari rinascimentali già iscritti in questa lista mondiale, Loreto si diversifica per la sua unicità.

La competente commissione che ha valutato la proposta di candidatura del bene, afferma che: “ non sussistono le condizioni per considerare positivamente l’inserimento dello stesso nella Lista Propositiva Italiana”. Una bocciatura tout court che non va giù al rappresentante della Civica Loretana.

«Ricordo che la candidatura è stata presentata dalla Regione Marche con apposita delibera di Giunta Regionale – spiega Castagnani – nella quale è stato inserito tutto un documento istruttorio esplicativo redatto dalla Delegazione Pontificia Lauretana e con l’autorizzazione del competente ufficio regionale, Servizio Sviluppo e Valorizzazione, ad apportare modifiche al format di candidatura a seguito di eventuali rilievi da parte degli uffici Unesco preposti».

Loreto – Gianluca Castagnani

Perché non sussistono le condizioni per questa realtà loretana? Una vera e propria unicità storica, artistica, della fede e della devozione mariana che si è da qui diffusa in tutto il Mondo. In quasi 4.500 luoghi della Terra esistono testimonianze che evocano, con differenti modalità, i simboli e i significati del valore simbolico di questo Santo Colle della Madonna di Loreto.

«Occorre ora – conclude Castagnani – così come solennemente annunciato lo scorso anno su tutti gli organi di informazione quando fu presentata la candidatura, informare in nome di una corretta trasparenza cittadini, operatori turistici e commercianti lauretani. Ho notizia che dai primi di agosto la stessa Commissione Unesco si è pronunciata, ho aspettato la fine delle festività di settembre per renderlo noto ma non spetterebbe all’opposizione tirare sempre fuori queste, a dir poco, sgradevoli notizie».

 

redazionale

 


4 commenti alla notizia “Loreto bocciata dall’Unesco”:

  1. Fepo says:

    È quali so’ sti motivi?

    • Fepo, l’articolo è abbastanza chiaro: “ non sussistono le condizioni per considerare positivamente l’inserimento dello stesso nella Lista Propositiva Italiana”… ha scritto l’Unesco. Se avesse voluto far sapere al mondo perché “non sussistono” crediamo lo avrebbe scritto. Se comunque dovessero uscire i motivi, lo pubblicheremo senza indugio.

      • Valeria Leonardi says:

        Secondo me dovreste sollecitare una risposta più chiara e meno sibillina di” NON SUSSISTONO I.PRESUPPOSTI”!!!
        Che è una frase tra le.più stupide che la burocrazia.poteva inventare.
        È la frase.di.chi non sa che pesci pigliare. E ci piglia.per i fondelli!😕

  2. un mondo libero says:

    UNESCO tratta il patrimonio del umanità, ma purtroppo Loreto è diventata il patrimonio di un accozzaglia di incapaci. Strutture di accoglienza turistica fatiscenti, ascensore non funzionante da anni, polizia locale da dubio comportamento hanno monopolizzato tutti i parcheggi del centro storico, mandano in giro dipendenti dalla mattina alla sera a verificare le macchine in sosta con atteggiamenti da guardie carcerarie, una città che sembra sotto assedio…atteggiamento di chiusura al mondo, è il minimo che poteva succedere, bocciarvi.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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