Loreto – Asta pubblica per la costruzione di una tomba

L’area cimiteriale, 2,50 mt. per 1,40 verrà concessa per 99 anni

Loreto – Il Comune ha indetto un’asta pubblica con offerta al rialzo per la concessione di un’area cimiteriale di metri 2,50 x 1,40 (mai utilizzata prima per sepolture), sulla quale sarà possibile la costruzione di una tomba.

L’area in questione è adiacente al Campo 5 ed è priva di impianti e di pavimentazione; verrà concessa in uso per la durata di 99 anni, a corpo e non a misura nello stato di fatto, forma e diritto in cui si trova. Gli interessati possono prendere visione dei luoghi (accompagnati eventualmente da personale comunale), ritirare copia del bando presso l’Ufficio Tecnico sito in P.zza Garibaldi 1, 60025 Loreto, scaricare il bando dal sito internet all’indirizzo www.comune.loreto.an.it e richiedere informazioni sull’area contattando il seguente recapito telefonico: 071/7505641.

L’importo a base d’asta del lotto di mq 3,5 (2,50 x 1,40) è fissato in € 8.000,00 (euro ottomila/00) come si evince dalla stima effettuata dall’Istruttore Direttivo Tecnico del III Settore Dott. Ing. Andrea Sediari. Possono partecipare all’asta, e quindi ottenere la concessione del lotto di terreno per l’edificazione, i cittadini maggiorenni residenti nel Comune di Loreto che non possiedono altre tombe o cappelle di famiglia nel medesimo cimitero comunale. Non è consentita la partecipazione a più componenti dello stesso nucleo familiare.

Modalità e criteri di aggiudicazione

La concessione avviene mediante asta pubblica adottando il metodo delle offerte segrete. Sono ammesse solo offerte in aumento rispetto al prezzo a base d’asta. L’offerta si considera vincolante per l’offerente ed irrevocabile.

Si farà luogo all’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta che sia valida e non sia inferiore al prezzo posto a base d’asta.

Il pubblico incanto si terrà il 18 dicembre 2017 con inizio alle ore 10,00 presso l’Ufficio Tecnico – III Settore – Lavori Pubblici e Gestione del Patrimonio, P.zza Garibaldi 1.

Data scadenza offerte

Le offerte dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro e non oltre le ore 12,00 del 15 dicembre 2017. Oltre tale termine non sarà valida alcuna altra offerta anche se sostitutiva o aggiuntiva rispetto alla precedente. La spedizione del plico avviene ad esclusivo rischio dei concorrenti e non sono pertanto ammessi reclami per offerte non pervenute, o pervenute in ritardo.

Per le modalità dell’asta, regolamento, adempimenti vari e documenti da presentare consigliamo gli interessati di rivolgersi presso il Comune.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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