Loreto, approvato in tempi record il Piano Antenne

Dopo soli 8 mesi di lavoro l’Amministrazione chiude la partita del nuovo regolamento sulla telefonia mobile

Loreto, 22 luglio 2021 – «Siamo davvero soddisfatti. Finalmente con questo nuovo regolamento possiamo dire di avere protetto la città di Loreto dalla proliferazione selvaggia delle future stazioni radio».

 Il sindaco di Loreto Moreno Pieroni annuncia così il nuovo Piano Antenne della città di Loreto, entrato in vigore ieri (21 luglio, ndr) dopo l’approvazione nel Consiglio comunale straordinario della sera precedente. Un documento che sostituisce quello datato ormai 2001-2002, non più in grado di sostenere le normative in materia che si sono susseguite negli ultimi venti anni, né di mettere al riparo la città dalla proliferazione selvaggia di nuove stazioni radio.

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni

«Siamo davvero soddisfatti – commenta il Sindaco – per il risultato raggiunto: abbiamo approvato un piano antenne che non si pone nella logica del ‘no’ a priori ai gestori di telefonia mobile, ma che tuttavia tutela il nostro Comune facendo sì che le antenne siano inserite in modo da non impattare su un territorio che è relativamente piccolo, appena 17 chilometri quadrati, sia pure densamente abitato con i suoi quasi 13mila abitanti».

Nello specifico, restano 3 i siti individuati per nuove installazioni, e tutti situati in zone non abitate: Monte di Foglia, Strada Provinciale Bellaluce (dei Pali) e Zona industriale Squartabue. D’ora in poi, le compagnie che vorranno situare le loro stazioni base nel territorio loretano potranno farlo in questi tre siti, cha vanno ad aggiungersi alle 13 postazioni precedenti già presenti in città.

«Abbiamo dovuto dare un’accelerazione notevole a tutto l’iter procedurale, anche in virtù di quanto accaduto nostro malgrado nel caso dell’antenna di Montorso, che ha  potuto essere installata proprio perché non si aveva ancora un nuovo piano regolatore delle antenne che potesse impedirlo, cosa che ci rammarica moltissimo  –  continua il Sindaco – senza questo nuovo Piano ci trovavamo in una situazione di non copertura e ci aveva già raggiunto la richiesta di altre 15 antenne: non potevamo certo permettere che la città del Santuario della Santa Casa diventasse la città delle antenne. In questo devo fare un ringraziamento particolare all’ingegner Gallieni, che ha curato la stesura del nuovo piano, in collaborazione con il nostro ufficio tecnico».

Loreto – Fabiola Principi assessore all’Ambiente

Diverse compagnie telefoniche, per la cronaca, stavano già contattando privati cittadini per sondare le loro disponibilità ad affittare terreni per successive installazioni. «Era arrivato il momento di stringere e di chiudere una porta aperta che ci lasciava scoperti su questo fronte – aggiunge Fabiola Principi, assessore all’Ambiente – la nostra premura era chiudere in tempi veloci per sanare un vulnus esistente attraverso questo nuovo documento, che è stato redatto rispettando scrupolosamente tutti i passaggi tecnici e burocratici e grazie al contributo di tutte le forze politiche e grazie anche al prezioso lavoro dell’ufficio tecnico».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo