La decisione scellerata della Regione di ridimensionare l’ospedale Santa Casa

Sit in di protesta per la chiusura del pronto soccorso

Loreto. Si è svolto un sit in di protesta davanti al nosocomio lauretano contro la riforma sanitaria della Regione Marche che porterà entro il 31 dicembre alla chiusura del punto di primo intervento dell’ospedale Santa Casa, trasformandolo in punto di accoglienza territoriale. Il sit in, organizzato dal gruppo regionale della Lega nord, ha trovato l’appoggio del movimento Tribunale del malato, di Cittadinanza attiva, Loreto libera e Movimento 5 stelle.

Gianluca Castagnani di Loreto Libera
Gianluca Castagnani di Loreto Libera

Il consigliere comunale Gianluca Castagnani di Loreto libera, tra i più impegnati per la salvaguardia del nosocomio lauretano, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «È impensabile far rientrare il nosocomio lauretano tra le 13 strutture da riconvertire in ospedale di comunità. Il Santa Casa è stato da sempre un punto di riferimento per la riviera del Conero e la Val Musone, specialmente durante la stagione estiva quando le presenze, con l’arrivo dei turisti, si raddoppiano. L’ospedale di Osimo è al collasso – ha sottolineato Castagnani – come confermato dagli operatori sanitari, mentre  all’ospedale regionale di Torrette i tempi di attesa al pronto soccorso sono biblici. Con diecimila accessi, di cui più di tremila sono turisti, penso che sia più che giustificato mantenere Loreto tra i punti di primo intervento. Considerata anche la vicinanza all’autostrada e l’arrivo tra aprile ed ottobre dei “treni bianchi”, organizzati dall’Unitasi che trasportano pellegrini affetti da vari tipi di patologie».

Dello stesso tenore l’intervento dell’altro consigliere comunale di Loreto libera, Cristina Castellani.

Cristina Castellani
Cristina Castellani

«La realtà del nostro ospedale è sotto gli occhi di tutti. E le tante promesse, fatte soprattutto in epoca elettorale, che non sono state mantenute se non addirittura modificate, sono la conseguenza di questa situazione. Si aspetta da anni una risonanza magnetica che doveva sostituire la tac, una promessa fatta da Ceriscioli in campagna elettorale ai dipendenti dell’ospedale Santa Casa. Ma hanno cambiato le carte in tavola e a Loreto arriverà un’altra apparecchiatura meno importante e poco valida, per fare una diagnostica di punto di primo intervento. Arriverà anche una apparecchiatura neo natale, quando all’ospedale di Loreto non c’è più da anni la maternità, quindi servirà per poche casistiche. L’ospedale lauretano non avrà in pratica niente – continua la Castellani – solo le cure intermedie, con i medici di famiglia che porteranno i loro ammalati qui diventando, di fatto, una specie di “cronicario”. Loreto ha un santuario internazionale e deve avere il punto di primo intervento. Tagliare sulla sanità in questa maniera non va bene, perché per i cittadini la sanità è un diritto imprescindibile».

Il consigliere del Movimento 5 stelle, Paolo Serenelli, si è soffermato maggiormente sulle scelte passate. Esprimendo un certo scetticismo.

Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle
Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle

«Purtroppo negli ultimi quindici anni i politici locali, sindaci ed ex sindaci oggi assessori regionali, che hanno fatto delle promesse poi non mantenute, non sono riusciti a farsi valere in regione. Dubito, comunque, che questa protesta possa far cambiare idea a chi ha già deciso da tempo».

Sulla stessa falsa riga i commenti di alcuni cittadini.

«Funzionava tutto benissimo – ha ricordato un ex dipendente dell’ospedale oggi in pensione – Loreto era una delle eccellenze ospedaliere, in trenta anni ci siamo giocati tutto».

Per Giovanni: «Inutile che cambiamo le scarpe, per quanto bucate e rotte e non più di moda, se prima non abbiamo quelle di ricambio visto che il nuovo ospedale è ancora di là a venire».

Anna è molto preoccupata: «Se mi faccio male ed ho un’urgenza posso arrivare ad Osimo, faccio prima a morì!»

Paolo è deluso: «Ci dovevamo muovere subito, appena hanno deciso il cambiamento, ora difficilmente si potrà tornare indietro.  Possiamo fare tutte le manifestazioni che vogliamo, ormai hanno deciso».

Un chiaro messaggio
Un chiaro messaggio della Lega nord a Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche

La cittadinanza ha partecipato in buon numero alla protesta, ma abbiamo notato l’assenza tra le forze di opposizione del consigliere Federico Guazzaroni della lista Uniti si cambia, sicuramente avrà avuto altri impegni, ma in questo momento c’era bisogno di unità politica per dare risposte precise ed importanti alla Regione Marche.

Considerando che il nuovo ospedale Inrca della zona sud di Ancona ancora non c’è, certe scelte e determinate riconversioni sarebbe opportuno farle solo dopo che quest’ultimo sarà operativo. Non è giusto che il singolo cittadino che paga le tasse regolarmente per avere diritto ai servizi, debba ancora una volta sopportare disagi e disservizi per scelte fatte senza recepire la peculiarità del territorio dove vengono applicate. Pardon, imposte.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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