Intervista al sindaco Paolo Niccoletti

Il primo cittadino loretano fa il punto di fine d’anno

Loreto. Giunti alla fine del 2016 il sindaco Niccoletti riassume al Corriere del Conero le vicende che hanno caratterizzato su vari fronti quest’annata impegnativa. Preludio per affrontare le sfide di un nuovo anno che si preannuncia quantomeno laborioso.

Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti
Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti

Sig. sindaco, partiamo dalla situazione dell’Ospedale Santa Casa…

«Con la riforma sanitaria regionale il nosocomio lauretano cambia volto e diviene ospedale di comunità. Non sarà più una struttura intesa in senso tradizionale, ma erogherà servizi sanitari ed assistenziali all’interno di un determinato bacino dando prestazioni specialistiche. Per quel che riguarda i casi più complessi, invece, questi verranno dirottati negli ospedali più grandi come Torrette. In attesa della costruzione del nuovo ospedale a sud di Ancona».

I cittadini sono piuttosto preoccupati.

«È comprensibile da parte loro una certa preoccupazione, hanno sempre visto il nosocomio lauretano come uno dei fiori all’occhiello del territorio. Per quanto riguarda il pronto soccorso, che ha creato tanta apprensione e preoccupazione, verrà trasformato in punto di prima accoglienza con la presenza di medici h24. Secondo quanto confermato dalla Regione – sottolinea Niccoletti – non ci saranno tagli in tema di servizi, e il Santa Casa continuerà ad essere il punto di riferimento per tutta un serie di prestazioni sanitarie. Ricordo che recentemente sono state inaugurate aree legate al laboratorio di Citologia e di Chirurgia orale, mentre per il 2017 verrà attivata la risonanza magnetica».

Ospedale Santa Casa
Ospedale Santa Casa

Il turismo è una delle fonti principali per Loreto.

«A proposito di fonti – sorride il sindaco – sono stati affidati i lavori per il restauro delle fonti della Costa d’Ancona e del Carpine che concludono così l’operazione di restauro di tutte le fonti cittadine. Un motivo in più per i turisti e i pellegrini per rimanere più tempo a Loreto. Inoltre, sono in dirittura d’arrivo i lavori di restauro delle mura cittadine.

Per Loreto è importante intercettare i fondi europei per l’attuazione della Via Lauretana: un milione e centomila euro di stanziamento da parte della regione. In prospettiva, attraverso i fondi europei POR FESR, è previsto il restyling del centro storico, la creazione del teatro all’aperto e la trasformazione del Bastione Sangallo in centro culturale permanente. Senza dimenticare i fondi necessari al ripristino dell’ascensore che dai parcheggi porta in centro».

Ci dica quel che è stato fatto, nel concreto.

«Per dare maggior movimento al centro storico abbiamo trasferito il mercato del venerdì in Piazza Leopardi e in Via Sisto V. Con l’assessore al Turismo Fausto Pirchio abbiamo partecipato all’ International Congress of  Religious di Fatima, confrontandoci con i santuari più importanti del mondo. Per il periodo natalizio abbiamo puntato sul tema “Loreto città di luce”, riportando l’albero natalizio in Piazza della Madonna ed illuminando alcuni angoli e palazzi del centro storico, in aggiunta alle luminarie classiche installate con il contributo degli operatori del commercio. Come da tradizione, abbiamo puntato sui presepi sparsi nei vari angoli della città».

Panoramica sulla basilica di Loreto
Panoramica sulla basilica di Loreto

Loreto non è solo turismo

«Ovviamente. Viviamo tutte le problematiche di una località di dodicimila abitanti. Vorrei evidenziare alcuni progetti andati in porto quali il censimento cimiteriale per una maggiore razionalizzazione degli spazi; la dotazione di telecamere sulle isole ecologiche; l’utilizzo del pirodiserbo contro le erbe infestanti: un nuovo strumento completamente ecologico. A breve verrà inaugurato il sottopasso che congiungerà la zona Grotte e Pizzardeto a Porto Recanati; mentre per la prossima estate tutti gli scarichi della frazione Costabianca verranno incanalati nella rete fognaria. Il bocciodromo verrà  riqualificato grazie al finanziamento a fondo perduto “Sport e periferie” di 150mila euro. Sul tema scuola, sono stati inaugurati i nuovi locali mensa della scuola secondaria di Primo grado “L. Lotto” e l’area multimediale “Izone”.

Di tutto questo lavoro devo ringraziare la squadra che collabora con me, e che cerca di dare il massimo in ogni settore cittadino in cui opera. Volevo altresì augurare a tutti i cittadini un buon Natale ed un Felice 2017».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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