Inagibile la Scuola elementare di Via Marconi

I sopralluoghi escludono danni ad altri edifici e strutture sportive

Il terremoto del 24 agosto ha fatto sentire i suoi effetti anche a Loreto, con una ordinanza del Vice sindaco di Loreto Alessia Morelli  sono stati dichiarati inagibili tutto il primo piano ed il relativo vano di accesso del complesso scolastico “G.Marconi” sito in Via Marconi,34.

Il complesso scolastico “G.Marconi” in Via Marconi, 34 a Loreto
Il complesso scolastico “G.Marconi” in Via Marconi, 34 a Loreto

Il provvedimento è stato emesso dopo il sopraluogo effettuato dal personale tecnico del comune con i Vigili del Fuoco di Ancona, che hanno trovato pezzi di gesso ed intonaco caduti dal rivestimento del controsoffitto il quale presenta estese zone con crepe. Il resto dell’edificio, a parte un inframezzo non portante della palestra, risulta integro; le aule interessate sono 6 su un totale di 15.

l’Assessore ai Lavori Pubblici Marco Ascani, di concerto con l’assessore alla Pubblica Istruzione Luca Marconi, si è già messo in moto per trovare strutture ricettive adeguate al trasloco delle 6 aule del primo piano e, se sarà necessario,  anche di altre presenti alla “G.Marconi”. Ciò al fine di permettere un regolare inizio dell’anno scolastico.

Nel frattempo tutte le parti interessate, dai genitori alle parti politiche, saranno informate degli sviluppi della situazione attraverso incontri specifici. Per quanto concerne le altre strutture scolastiche: Scuole Medie “L.Lotto”, Istituto Alberghiero “Nebbia”, Istituto Commerciale “Einstein” dopo i sopralluoghi effettuati risultano non aver subito danni; idem dicasi delle varie strutture sportive.


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di Paolo Fileni

Ti dice qualcosa Gian Carlo Menotti?

Quando si oscura un genio perché ‘diverso’


12 luglio 2020 – Nacque il 7 luglio 1911 a Cadegliano Viconago, un paesino di circa duemila anime in provincia di Varese. Morì a Montecarlo l’1 febbraio 2007. E già il fatto che visse 96 anni di per sé è un bel traguardo. All’età di sette anni iniziò a scrivere canzoni e a undici scrisse sia il libretto che la musica (una caratteristica che mantenne per tutta la vita) della sua opera prima ‘La morte di Pierrot’. Nel 1923, a dodici anni, s’iscrisse al Conservatorio Verdi di Milano.

È stato uno dei compositori e librettisti italiani più importanti – se non il più importante – del ‘900. Alla morte del padre, su consiglio del celeberrimo direttore d’orchestra Arturo Toscanini, si trasferì con la madre a Filadelfia, negli stati Uniti. Lì, ha scritto libretto e musica di decine di opere; diretto film per la televisione e commedie teatrali di successo negli anni ’40, ’50 e ‘60. Lì, nel 1950, ottenne il Premio Pulitzer della musica per l’opera ‘Il Console’.

Eppure, Gian Carlo Menotti (foto) in Italia non lo conosce quasi nessuno, a parte gli addetti ai lavori. Nel 1958 creò il Festival dei Due Mondi di Spoleto – che condusse in prima persona per 35 anni – replicato negli anni ‘70 dalla creazione della manifestazione gemella a Charleston (Stati Uniti) e a Melbourne (Australia). Che in Italia siano in pochi a conoscerlo artisticamente non è dovuto alla sua produzione musicale – le sue opere sono inesistenti nei palinsesti delle tv nazionali – ma al semplice fatto che Gian Carlo Menotti era un omosessuale dichiarato. Il vero motivo che lo indusse a lasciare l’Italia alla morte del padre.

Nei suoi confronti, negli anni, è stato messo in atto un ostracismo incondizionato da parte dei benpensanti, della Chiesa e dei media: troppo scomodo Menotti per l’intellighenzia nostrana di quei tempi. Troppo diverso dai canoni dell’epoca per una stampa bigotta e conservatrice che gli ha sempre dedicato il minimo spazio possibile. Oggi, un tale comportamento fa sorridere ma fino a pochi anni fa era la prassi. Meglio evitare di dover scrivere pubblicamente che Menotti aveva relazioni con Leonard Bernstein o Samuel Barber, a lungo suo compagno di vita

Ho lavorato al fianco di Gian Carlo Menotti per oltre un mese nell’edizione del 1980 del Festival dei Due Mondi a Spoleto. E, grazie a lui, ho avuto modo di conoscere artisti del calibro di Paola Borboni, Arnoldo Foà, Carla Fracci, Alexander Godunov. Ho avuto modo di apprezzare i suoi modi gentili, la sua cultura, il suo inglese perfetto e melodioso, la sua visione onirica del mondo, la sua avversione per la stupidità.

Quell’anno, a Spoleto, portò in scena la sua commedia teatrale ‘Il Lebbroso’ che toccava proprio i temi dell’omosessualità. Forse, è per questo che nessuno l’ha mai rappresenta in Italia o ne abbia mai parlato se non nel 1980. Ma oggi, visto il progredire dei costumi e della mentalità verso le legittime libertà conquistate dagli omosessuali e non solo per questo, sarebbe bello se qualche regista teatrale o qualche orchestra sinfonica portassero in scena uno dei suoi lavori. Non un mea culpa tardivo per quanto negli anni l’Italia gli abbia tolto, ma un modo per non dimenticarlo e per riconoscere una volta per tutte la sua grandezza.

Per la cronaca, quest’anno la 63ª edizione del Festival dei  Due Mondi di Spoleto è stata posticipata causa Covid. Si svolgerà dal 20 al 23 e dal 27 al 30 agosto.

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