Il Consiglio regionale boccia la tutela dei servizi dell’ospedale Santa Casa

Respinta la mozione della Lega Nord su radiologia e chirurgia breve

Loreto. Il Consiglio regionale, con 16 voti contrari e 10 voti favorevoli (le opposizioni in blocco),  ha bocciato la mozione presentata dalla Lega Nord sulla tutela dei servizi dell’Ospedale Santa Casa di Loreto.

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Nello specifico, i tre consiglieri della Lega Nord Zaffiri, Malaigia e Zura Puntaroni, chiedevano il rispetto degli atti sull’arrivo della risonanza magnetica e del deficit nella diagnostica degli esami, in particolare raggi x ed ecografie.

Spiega il consigliere Zaffiri: “Il nosocomio lauretano è  carente di ben quattro medici: due andati in pensione e mai rimpiazzati e due in maternità”.

Forse, consigliere, per il rimpiazzo si sta aspettando la costruzione del nuovo ospedale.

“L’ospedale che si sta costruendo nella Zona Sud di Ancona è ancora in alto mare, ed è per questo che sarebbe opportuno tutelare il più possibile l’ospedale Santa Casa di Loreto, anche per l’elevata professionalità del personale in servizio. Addirittura, il dott. Pelati ha adibito nuove stanze per la chirurgia del tunnel carpale dal momento che non erano previste. Resta preminente anche mantenere e migliorare il Polo Senologico dell’ospedale lauretano, fra le migliori strutture del genere presenti nell’Area Vasta a sud di Ancona. E si consideri che neppure l’ospedale di Osimo effettua questa tipologia di prestazioni, con notevoli disagi per i cittadini”.

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Zaffiri ha ragione, si è persa un’altra occasione per dare un buon servizio ai cittadini costretti, per certe prestazioni, a rivolgersi addirittura all’ospedale di Torrette. La Regione, più lenta di una tartaruga e aggrovigliata nelle pastoie della burocrazia, si fa forte e non prende decisioni adducendo la scusa che presto sarà pronto il nuovo ospedale a Camerano. Quello che dovrebbe risolvere tutte le questioni. Quello che non dice, ma che è evidente a tutti, è che per quell’ospedale occorrerà aspettare almeno 3 o 4 anni. O forse più. 3 o 4 anni di disservizi. O forse più.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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