Emergenza Covid-19, il sindaco Pieroni scrive a Case di riposo ed RSA

“Non esitate ad adottare ulteriori misure che si rendano necessarie per tutelare sempre più ospiti e dipendenti”

Loreto, 21 ottobre 2020 – L’emergenza pandemia in atto, con il ritorno prepotente del Covid-19 che come da statistiche sanitarie colpisce particolarmente gli anziani, ha indotto il sindaco Moreno Pieroni a scrivere una lettera a Case di riposo ed RSA che insistono sul territorio loretano. Il suo invito, rivolto al personale che opera in tali strutture, in sostanza è quello di non esitare a mettere in campo tutte le misure necessarie e possibili per la salvaguardia e la tutela delle persone ospitate e del personale stesso.

Il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni

Il testo integrale della lettera

Spettabile Struttura, Cari Ospiti, 

Come ben sapete in queste ultime settimane è in corso una recrudescenza del virus Covid-19 che sta obbligando a nuove misure restrittive. Ritengo doverosa la mia attenzione verso le Case di riposo e le R.S.A che ospitano le persone più fragili e al tempo stesso più importanti per le nostre famiglie. Sono certo che si stanno già adottando tutti i protocolli previsti, che il personale lavora e si impegna con diligenza e concentrazione; pertanto il mio invito è quello di non esitare ad adottare ulteriori misure che si rendano necessarie per tutelare sempre più ospiti e dipendenti. Il Comune di Loreto e io personalmente restiamo a disposizione per ogni necessità possa insorgere in merito.

Nell’auspicio di poterci incontrare al più presto, liberi dalle preoccupazioni di questo particolare momento, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

Moreno Pieroni Sindaco Di Loreto

In merito alla situazione dei contagi, va ricordato che nell’ultima comunicazione ufficiale datata 19 ottobre il Sindaco aveva trasmesso i dati numerici della realtà loretana che registrava 9 persone positive e 13 in quarantena.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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