Crescono ancora i contagi, Loreto chiude alcune scuole

Torna la didattica a distanza per gli allievi della Verdi, della Marconi e della Collodi

Loreto, 21 novembre 2021 – La situazione preoccupante del numero dei positivi al Covid-19 e delle quarantene registrate lo scorso 15 novembre, aveva indotto l’Amministrazione comunale di Loreto ad annullare tutti gli incontri e gli eventi pubblici. Una misura volta a contenere il diffondersi del virus in città.

Una misura che nell’arco di soli cinque giorni si è rivelata insufficiente, dal momento che la curva dei positivi ha continuato la sua ascesa ad una media di cinque nuovi casi giornalieri, passando dagli 88 del 15 novembre ai 113 del 20 novembre mentre, nello stesso arco di tempo, le persone in quarantena sono passate da 159 a 270, con un incremento medio giornaliero di oltre 22 persone.

Una situazione, quella loretana, al limite del sostenibile. Come ha ribadito il sindaco Pieroni, è la crescita maggiore, in rapporto agli abitanti, fatta registrata non solo fra tutti i Comuni della provincia di Ancona, ma fra quelli di tutte le Marche. Al punto che il primo cittadino si è visto costretto, nella serata di ieri, ad emanare un’ordinanza con nuove misure per il contenimento della diffusione del coronavirus che impone:

  • La sospensione delle attività didattiche in presenza presso la scuola primaria G. Verdi a partire da lunedì 22 novembre fino a sabato 27 novembre, con la ripresa delle attività didattiche a decorrere da lunedì 29 novembre, salvo successive e diverse disposizioni, garantendo comunque il collegamento on-line con gli alunni delle classi interessate;
  • La sospensione del servizio di refezione scolastica nelle classi della scuola primaria Marconi e Collodi da martedì 23 novembre a venerdì 26 novembre; le lezioni verranno svolte in presenza in orario antimeridiano, con uscita alle ore 12.30, mentre in orario pomeridiano le lezioni verranno erogate con didattica a distanza.

Di seguito, il video del comunicato del sindaco Pieroni.

All’ordinanza del Sindaco, attraverso i social, hanno ribattuto alcuni genitori che hanno indirizzato al primo cittadino alcune richieste e suggerimenti. Di seguito il testo:

Alla c.a. del Sindaco di Loreto Moreno Pieroni

Con la presente, a nome dei genitori degli alunni di alcune classi Scuola Verdi ancora in presenza, formuliamo formale richiesta per conoscere le motivazioni per le quali le nostre classi siano state messe in DAD nonostante i bimbi e le maestre SIANO TUTTE IN SALUTE. Come mai sono stati presi 2 provvedimenti differenti per le classi delle Marconi alle quali era stato tolto solamente il servizio mensa per 1 settimana, mentre le Verdi vanno in DAD per ben 2 settimane? Si potevano scegliere altre soluzioni come, ad esempio, far sanificare tutto il plesso da una ditta esterna rimanendo chiusi solo 2 giorni, far mangiare i bimbi a casa oppure organizzare con la CiR il lunch box. Ribadiamo il diritto allo studio in presenza dei nostri figli, che da circa 2 anni stanno affrontando un percorso scolastico a singhiozzo per via della pandemia e crediamo fortemente che essendo tutti in salute non meritino di finire nuovamente in DAD, ciò avrebbe sottolineato la differenza tra chi ancora adotta un comportamento “virtuoso” attento e responsabile e chi no.

Restiamo in urgente attesa di un suo cortese riscontro.

Cordiali saluti.

I genitori di alcune sezioni in presenza Scuola Verdi

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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