Covid a Loreto: all’8 marzo sono 127 i positivi e 199 le quarantene

Lo ha comunicato il sindaco Moreno Pieroni nel suo ormai consueto report settimanale. Il video informativo

Loreto, 9 marzo 2021 – Il sindaco Moreno Pieroni, nella sua personale informazione fai da te che dal suo insediamento ha affidato alla pagina social del Comune di Loreto – ignorando del tutto l’informazione locale che andrebbe coinvolta almeno con comunicati ufficiali – come ogni lunedì ha diffuso un video con l’aggiornamento della situazione Covid in città.

Il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni

Nel video, che pubblichiamo di seguito, Pieroni torna sulle decisioni prese a suo tempo nei confronti delle chiusure delle scuole: «Quando per primi abbiamo chiuso le scuole – dice in sostanza il primo cittadino loretano – eravamo a più di 190 casi positivi e a più di 200 persone in quarantena. Oggi, detto con tantissima modestia, possiamo affermare che Loreto vede casi molto ridotti. Anche se ci troviamo ancora in zona rossa».

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E in effetti il report ufficializzato ieri riporta numeri in ribasso. «Oggi (ieri, ndr) – informa Pieroni – i casi positivi in città sono scesi a 127; le persone in quarantena sono 199, i guariti 38 e i nuovi ammalati 37».

Nell’invitare tutti i suoi concittadini alla massima prudenza e al rispetto di tutte le normative anti Covid in atto, “per uscire il prima possibile dalla zona rossa”, Pieroni in ultimo ha dedicato un pensiero ed una riflessione alla Giornata internazionale della donna, inviando i suoi personali auguri a tutte le loretane.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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