Consegnati i premi al lavoro per i “maestri della vita e delle arti”

Targhe e riconoscimenti a Loreto per i “Magister Vitae et Artis” della Confartigianato

Loreto. Un premio all’esperienza e alla dedizione al  lavoro. L’Anap Confartigianato, l’associazione dei pensionati di categoria, ha consegnato a Loreto diplomi e riconoscimenti ai soci benemeriti con oltre 40 anni di attività.

autorità
Il tavolo delle autorità intervenute. Da sx: Sergio Lucesoli; Giampaolo Palazzi, al microfono; Fabrizio Fabretti; Giorgio Cataldi; tutti dirigenti della Confartigianato. E il padrone di casa, Paolo Niccoletti, sindaco di Loreto

Presso il Bastione Sangallo l’Anap ha organizzato  un incontro con le autorità al quale hanno preso parte il sindaco Paolo Niccoletti; Giorgio Cataldi, segretario della Confartigianato di Ancona – Pesaro e Urbino; Giampaolo Palazzi, presidente nazionale Anap Confartigianato; Sergio Lucesoli, presidente Anap per la Confartigianato di Ancona – Pesaro e Urbino.

Alla presenza di una sala gremita in ogni ordine di posto, le autorità intervenute hanno consegnato i vari riconoscimenti. I premiati sono stati insigniti di una targa e del titolo onorifico “Magister Vitae et Artis” in segno di stima per l’impegno profuso nella professione.

La numerosa platea presente alla consegna
La numerosa platea presente alla consegna dei riconoscimenti Magister Vitae et Artis 2016

 

I PREMIATI

Loreto

Remildo Boccanera, Leandro Consalvi, Carla Ceppi, Maria Luisa Filippi, Bruno Nardi, Rolando Pirri, Luigi Sampaolesi

Castelfidardo

 Luciano Angelelli, Luciano Annessi, Vincenzo Capitanelli, Augusta Falasconi, Ildo Mengucci, Franco Papa

Osimo

 Rino Andreoni e Romolo Andreucci

Camerano

Elio Fioranelli e Elio Piangerelli

Ancona

Francesco Galeazzi, Ivo Penna, Lamberto Penna, Giuseppe Tosi, Sergio Turchetti

Sirolo

Sergio Agostinelli

Maiolati

Rina Anderlucci e Sergio Mancini

Senigallia

Clara Capodagli e Laura Lucidi

Trecastelli

Paolo Paolini e  Giancarlo Simoncioni

Pesaro

Antonio Casagrande, Giorgio Ricci, Marinella Tamburini, Rosalba Tamburini

Fossombrone

Aldo Ciaffoni

Fano

Mauro Mencarelli e Dante Tontini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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