Barriere architettoniche. Risposta del sindaco all’associazione Luca Coscioni

L’idea è quella di collaborare per redigere insieme un Peba adeguato alla città

Loreto – Il sindaco Niccoletti risponde a Renato Biondini, segretario della cellula di Ancona dell’associazione “Luca Coscioni” che a suo tempo aveva inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona per la mancata adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), nel nostro Comune. (Corriere del Conero, 4 febbraio 2017: “Denuncia-esposto contro il Comune”).

Renato Biondini, segretario Associazione Luca Coscioni
Renato Biondini, segretario Associazione Luca Coscioni

Nella lettera. dopo essersi scusato, il sindaco fa presente che il ritardo è dovuto alle ricerche effettuate negli archivi per rintracciare un Peba, approvato ed in vigore, che di fatto non è stato trovato.

Nonostante la mancata adozione del piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche – prosegue la nota – le varie amministrazioni che si sono succedute, negli anni hanno intrapreso varie iniziative per il loro abbattimento nel centro storico, all’interno degli edifici pubblici e con precise indicazioni urbanistiche rivolte alle zone di nuova urbanizzazione.

Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti
Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti

Tutto questo, tenendo conto della peculiarità di Loreto che annovera un Santuario visitato da milioni di persone, gran parte delle quali affetta da problemi di disabilità di varia natura.

In riferimento ai posteggi per persone diversamente abili di via Sisto V – sottolinea Niccoletti – l’ufficio tecnico ha già dato l’incarico per ridefinire i parametri della loro lunghezza, in modo da consentire l’accesso agli automezzi anche dal portellone posteriore. Va comunque ricordato che i posti per disabili, a Loreto, sono in numero maggiore rispetto a quanto richiesto dalla normativa in vigore.

L’amministrazione comunale – conclude la nota – di concerto con gli uffici competenti, sta programmando le necessarie iniziative per redigere un Peba adeguato alle necessità della città, chiedendo la collaborazione della stessa associazione Luca Coscioni.

 


Un commento alla notizia “Barriere architettoniche. Risposta del sindaco all’associazione Luca Coscioni”:

  1. Domenico R.Consoli says:

    PEBA CCO !
    Finalmente ci si muove!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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