Bambino frettoloso nasce in ambulanza a Loreto

La gioia dell’equipaggio dell’automedica loretana composto da medico, infermiere ed autista

Loreto, 20 maggio 2022 – Ogni tanto una bella gioia anche per l’equipaggio dell’automedica 118 dell’Ospedale di Loreto.

All’una e cinque minuti circa della scorsa notte, l’equipaggio dell’ambulanza in questione, composto da un medico, un infermiere e l’autista è stato allertato dalla centrale operativa di ‘Ancona soccorso’ per un codice rosso: un parto imminente nel comune di Loreto.

Interno di un’ambulanza (foto di repertorio)

Giunto sul posto, l’equipaggio ha caricato la partoriente all’interno dell’ambulanza per trasportarla in tutta fretta all’ospedale Salesi di Ancona. Appena sistemata nell’abitacolo, però, il medico si rendeva conto che il bambino stava per nascere: già si scorgeva la testolina.

Senza perdere neppure un secondo, medico ed infermiere hanno messo in pratica i protocolli per il parto ed in pochi istanti il piccolo è entrato a far parte degli onori del mondo, ritrovandosi in braccio alla mamma. Il suo pianto ha calmato e tranquillizzato anche il neopapà, in trepida attesa fuori dall’ambulanza.

A questo punto, con calma e serenità, mamma e piccolino sono stati trasferiti all’ospedale Salesi di Ancona. Un finale emozionante per il medico, l’infermiere e l’autista che, solitamente, rientrano in postazione con sentimenti di sofferenza. Ma questa volta no. La scorsa notte c’è stata solo grande gioia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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