Abitare il Tempo allestisce una “sala degli abbracci” per i familiari

La Rsa loretana ha anche avviato la campagna di vaccinazione con ampia adesione da parte del personale sanitario e non

Loreto, 11 gennaio 2021 – Una “sala degli abbracci” nella quale i familiari potranno avvicinarsi, toccare i propri cari e, appunto, tornare ad abbracciarli.

La bella notizia arriva dalla Residenza Sanitaria Riabilitativa di Loreto Abitare il Tempo – Santo Stefano Riabilitazione dove la Direzione ha pensato bene di aprire il nuovo anno con una novità per i familiari e gli ospiti residenziali, allestendo uno spazio adibito a una tipologia di incontri che finora, in epoca Covid, non era stato possibile. Ora lo è, grazie a una soluzione che consente, agli ospiti della struttura ed ai loro cari di toccarsi, stringersi, abbracciarsi in sicurezza.

«È certamente un modo, da parte dei familiari in visita, per essere più vicini ai propri cari – dice il direttore della Rsa Antonio Maria Novellitenendosi la mano quando si parla, fare una carezza. Tutto ciò, ovviamente, in attesa e nella speranza che l’abbraccio, inteso nel senso “pre Covid” del termine, possa tornare presto a far parte della nostra normalità».

La stanza degli abbracci ha l’obiettivo di limitare i disagi dovuti a questa forzata lontananza dai propri cari, imposta dai criteri di sicurezza.

Abitare il Tempo, che fa parte della rete di strutture sanitarie del Gruppo Kos, è Covid free e sta effettuando screening rigorosi di tutto il personale a cadenza settimanale, mantenendo alta la guardia e adottando stringenti misure precauzionali per prevenire il contagio. «Il tutto – conclude Novelli – conciliato con il mantenimento delle attività riabilitative e occupazionali che continuano ad essere garantite in un clima quanto più possibile vicino alla normalità».

Nel frattempo, la Rsa loretana ha avviato la campagna di vaccinazione con ampia adesione da parte del personale sanitario e non.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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