A Loreto scalpitano i cavalli per il Drappo

Un trofeo ambito dai nove rioni da guadagnare tutto in salita

Uno dei momenti delle batterie di qualificazione dell'edizione 2015 della Corsa del drappo
Uno dei momenti delle batterie di qualificazione dell’edizione 2015 della Corsa del drappo

Gran fermento a Loreto per l’avvicinarsi della Corsa del Drappo, tradizionale corsa di cavalli in salita, che quest’anno si svolgerà domenica 4 settembre a partire dalle ore 17 in Via F.lli Brancondi – nota come la “Salita del Montereale”.

I nove rioni che si contenderanno l’ambito trofeo sono, nell’ordine:

  • la Costabianca, detentrice del Drappo, colori bianco-rosso; correrà con il cavallo Piazza Pulita.
  • le Grotte, colore bianco-azzurro con Maracaibo.
  • il Monte, colore giallo-rosso con Re Artù.
  • le Mura, colore rosso-blu con Freezer.
  • la Piana, colore rosa-marrone con Rubacuori.
  • il Ponte, colore verde-arancio con Rassam.
  • il Pozzo, colore giallo-arancio con Ciro.
  • la Stazione, colore blu-viola con Fulgenzio.
  • la Villa, colore giallo-blu con Lauretta.

La competizione, una delle pochissime gare equestri in salita, prevede 3 batterie eliminatorie da 3 cavalli ciascuna. Gli abbinamenti avverranno per sorteggio che si effettuerà sabato 3 settembre alle 22.00 al cospetto di tutti i rappresentanti dei rioni.

I cavalli vincenti di ogni batteria si contenderanno, in finale, il Drappo 2016 lanciandosi al galoppo lungo un rettifilo in salita di circa 450 metri.

La tenzone vanta tradizioni antichissime. Già nel ‘700, nei primi giorni del mese di settembre, in occasione delle fiere, si svolgevano delle vere e proprie gare di cavalli. Questi venivano lanciati al galoppo lungo la salita di Montereale per verificarne la potenza e attestarne quindi il loro valore di mercato. Con gli anni si è passati ad organizzare una vera e propria manifestazione sportiva, che oggi è divenuta uno degli eventi più attesi dell’estate lauretana.

Negli anni scorsi si disputava il 6 settembre, quest’anno è stata anticipata alla domenica precedente, e apre ufficialmente le festività dedicate alla Natività della Madonna, patrona dell’Aereonautica Militare, che cade l’8 settembre.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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