A Loreto, più collegati e più sicuri con Nowtice

Il nuovo sistema in grado di gestire le emergenze con pochi click. Funziona anche per la scuola, gli eventi culturali e il turismo

Loreto, 18 novembre 2021 – Si chiama Nowtice il nuovo sistema di allertamento popolazione di cui si è dotato il Comune di Loreto, unico attualmente in uso nelle Marche insieme con Montegranaro.

Si tratta di un software altamente performante che permette di fare un notevole salto in avanti nella gestione del piano di emergenza cittadino, mettendo in correlazione con pochissimi click l’intera platea dei soggetti coinvolti nel processo di allerta: funzionari, volontari o semplici cittadini.

Loreto – La presentazione della piattaforma Nowtice

L’innovativa piattaforma è stata presentata questa mattina (giovedì 18 novembre, ndr) nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco Moreno Pieroni, l’assessore all’informatizzazione Daniela Romanini e l’assessore alla sicurezza Fabiola Principi, la nuova coordinatrice della Protezione Civile di Loreto, Matilde Mengoni, da poco subentrata ad Andrea Catalani che dell’approdo a Nowtice ha posto le fondamenta.

«Una scelta importante – ha sottolineato il Sindaco – Adottare Nowtice è stata un’iniziativa forte, che abbiamo ritenuto necessaria per dare ancora più sicurezza ai cittadini e al territorio, soprattutto visto ciò a cui stiamo assistendo in questo periodo, con situazioni meteo spesso al limite».

Il software su cui si basa Nowtice è di tipo Saas (Software as a Service), ed è stato sviluppato dall’agenzia Regola Srl in collaborazione con la Protezione Civile di Bolzano, con la quale è stato definito il perimetro d’azione basandosi su esperienze fatte sul campo.  Ma al di là dei tecnicismi, ciò che realmente cambierà è il fatto che le procedure di allerta saranno più snelle e, di conseguenza, sarà ancora più efficiente la capacità di supportare la popolazione in circostanze emergenziali.

Pensare a Nowtice come una piattaforma per sole situazioni di crisi è però riduttivo: sono molteplici le informazioni che possono essere trasmesse tramite la relativa applicazione FlagMii e vanno dal meteo alla scuola, dalla viabilità al turismo, con possibilità di segnalare e promuovere anche eventi e spettacoli del territorio. Dunque, una app anche a servizio dei tanti turisti in visita a Loreto. Sta all’utente scegliere cosa ricevere e cosa no, creandosi una sorta di ‘play list’ personalizzata a seconda delle proprie esigenze.

Utilizzare Nowtice è semplice: il cittadino deve iscriversi tramite la app Flag Mii seguendo la procedura indicata e quindi, al momento della scelta, selezionare il Comune di Loreto. Per chi non avesse dimestichezza con tablet o smartphone, presso l’ufficio messi del Comune di Loreto si possono compilare appositi moduli per chiedere di essere iscritto a Nowtice: in caso di calamità o emergenze, si verrà contattati telefonicamente dalla Protezione Civile. Insomma, un sistema che collega tutti e non lascia indietro nessuno.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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