Una giornata di follia per un giovane pasticcere loretano

Fa a botte due volte e ingiuria le forze dell’ordine sia a Loreto che a Castelfidardo

Loreto/Castelfidardo, 30 luglio 2018 – Un giorno di “ordinaria follia” quello vissuto lo scorso 19 luglio dal giovane pasticcere B. L. nato e residente a Loreto, classe 2000, celibe, pregiudicato.

I carabinieri loretani e i colleghi di Castelfidardo, a conclusione di indagini distinte, lo hanno denunciato in stato di libertà per i reati di: oltraggio e minaccia a Pubblico ufficiale e porto illegale di armi ed oggetti atti ad offendere in concorso.

Il giovane, il 19 luglio, si è reso protagonista in negativo di due episodi distinti.

La mattina, è stato intercettato e controllato dalla pattuglia di turno della Stazione di Loreto. Camminava lungo la strada in località Montorso in evidente stato di agitazione impugnando un tubo di ferro lungo circa un metro, con evidenti ematomi su tutto il corpo. Alla vista dei militari si rivolgeva nei loro confronti con frasi offensive ed ingiuriose. Accompagnato in caserma per le formalità di rito, reiterava gli insulti nei confronti dei militari che gli hanno sequestrato l’arma bianca.

Loreto – La radiomobile dei Carabinieri

Nel pomeriggio dello stesso giorno, è stato nuovamente fermato e controllato da una pattuglia dei carabinieri di Castelfidardo, intervenuti su precisa richiesta di alcuni cittadini che avevano assistito ad un’accesa lite tra lui ed un altro ragazzo 25enne osimano. Zuffa che si era accesa proprio nel laboratorio di pasticceria di Castelfidardo presso cui lavora.

Il giovane pasticcere, nervoso e con lievi ferite al volto, alla vista dei militari ha iniziato a minacciarli gridando: «Se voglio meno anche a voi, sbirri di merda!» Oltre a rivolgere ingiurie sessiste nei confronti di un carabiniere donna.

All’arrivo dell’ambulanza chiamata dai militari, il giovane pasticcere è fuggito rifiutando i soccorsi e, mentre scappava, ha trovato il tempo di offendere anche gli operatori del 118.

Oltre alla denuncia già esposta, rilevata la pericolosità sociale del soggetto, a suo carico è stata redatta e inoltrata alla Questura di Ancona una proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione dell’avviso orale.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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