Tracce di 800: solidarietà e senso di comunità al tempo del Covid-19

Gli otto rappresentanti dei quartieri fidardensi hanno consegnato al sindaco Ascani mascherine destinate alla comunità per un controvalore di 1.500 euro

Castelfidardo, 21 maggio 2020 – Come ogni anno, era febbraio e già l’Associazione Tracce di Ottocento aveva iniziato a lavorare per organizzare gli eventi per la Rievocazione Storica che doveva animare il cuore dell’Estate fidardense. Grandi idee e belle proposte non mancavano di certo e vivacizzavano l’atmosfera durante gli incontri del direttivo quando purtroppo, all’improvviso, si ferma tutto a causa dell’arrivo dell’emergenza sanitaria del Covid-19.

Tra lo sgomento per le notizie che arrivavano da più parti, e dopo una breve consultazione, l’Associazione decideva di sospendere momentaneamente i preparativi e convogliare le energie per contribuire al contrasto della diffusione del temibile virus.

Castelfidardo – Gli scatoloni di mascherine consegnate al sindaco Ascani dai rappresentanti degli otto quartieri che compongono l’Associazione Tracce di 800

Come? Promuovendo una raccolta fondi tra tutti i quartieri del paese che compongono la squadra di TR800 e destinare il ricavato all’acquisto di mascherine, aderendo ad una iniziativa già attivata dal Comune. Piccoli gesti di solidarietà da parte dei cittadini stessi per far sentire la propria vicinanza alla comunità fidardense.

Mercoledì 20 maggio, la raccolta fondi ha visto il suo epilogo. Gli otto rappresentanti dei quartieri che compongono l’Associazione Culturale Tracce di Ottocento, hanno consegnato all’Amministrazione comunale di Castelfidardo, nelle mani del sindaco Roberto Ascani, una fornitura di mascherine per un valore di 1.500 euro destinate alla cittadinanza. Un modo di TR800 per salutare e dimostrare solidarietà ai propri concittadini, augurando loro di ritrovarsi quanto prima nella quotidianità.

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Napoli (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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