“Subito asfalto e senso unico alternato per via Giolitti”

Lo chiedono in una mozione i consiglieri Adamo e Soprani di Solidarietà popolare

Castelfidardo – “C’è una emergenza che in pochi vedono”. Così inizia un comunicato a firma Adamo e Soprani di Solidarietà popolare per Castelfidardo, riferito alla situazione in cui versa la viabilità di Via Giolitti.

Mirco Soprani, capogruppo e consigliere di Solidarietà Popolare

I due consiglieri di minoranza hanno protocollato il 5 maggio scorso una mozione urgente riguardante la drammatica situazione di via Giolitti, utilizzata, nonostante la foto mostri chiaramente le condizioni del fondo, da chi non vuole percorrere l’intasatissima statale ad Osimo Stazione.

Già dal 28 febbraio – spiega la mozione – con l’interdizione alla viabilità per l’intervento di messa a norma del ponte, poi crollato il successivo 9 marzo, quella strada è diventata per moltissimi una alternativa.

Il fondo alquanto dissestato di Via Giolitti

Adamo e Soprani invitano L’Amministrazione: «che per due mesi non si è affatto occupata del problema in maniera concreta, anche per i tempi sicuramente lunghi che si prospettano dopo il crollo, in attesa del ripristino del cavalcavia 167, a prevedere:

  • in via d’urgenza – l’asfaltatura del tratto di strada di via Giolitti nella parte di competenza attingendo le risorse dai capitoli di bilancio.
  • di prevedere a metà del tratto interessato (corrispondente a due rientranze), l’installazione immediata di un senso unico alternato regolamentato da semafori al fine di rallentare l’andatura delle auto.

Una volta avvenuta la costruzione del ponte – termina il documento – si invita questa amministrazione a voler studiare la possibilità di istituire nel tratto interessato di via Giolitti un senso unico di transito»..

 

redazionale


2 commenti alla notizia ““Subito asfalto e senso unico alternato per via Giolitti””:

  1. Sauro says:

    Sistemare quel tratto di strada è molto importante per questo periodo ,ma non occorre mettere dei semafori per regolamentare il traffico in quanto si percorre con prudenza,altrimenti non sarà un alternativa alla statale che attraversa Osimo stazione.

    • Mirco Soprani says:

      Una regolamentazione momentanea l’hanno espressamente richiesta i residenti in difficoltà ad uscire dalle abitazioni. Il fatto è che nonostante le condizioni critiche della strada c’è chi continua a scambiarla per una pista di formula uno.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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