Restauro e risanamento ex convento Sant’Agostino, via ai lavori

Dopo un lungo iter procedurale si sblocca il cantiere e parte il primo stralcio

Castelfidardo, 7 ottobre 2019 – Restauro e risanamento conservativo dell’ex convento di Sant’Agostino: consegnati stamattina i lavori del primo stralcio.

Grazie alla sinergia con il Provveditorato interregionale delle opere pubbliche Toscana-Marche e Umbria, per il cui tramite sono stati erogati i 660.000 euro di contributi a fondo perduto dell’Ales spa (braccio operativo del Mibact), assegnati al Comune ed espletate la procedure d’appalto. Si sblocca così un iter lungo più di otto anni.

Castelfidardo – Apertura del cantiere dell’ex convento di Sant’ Agostino alla presenza del sindaco Ascani, dell’architetto Cesetti, dell’ingegner Corrado Cipriani, del geometra Giorgio Galletti del Provveditorato OO.PP. e dell’impresa di costruzioni edili Cinelli

Il cantiere è stato consegnato alla ditta Cinelli Roberto & Co. srl di Ascoli, incaricata di ristrutturare la parte centrale del complesso in modo da permetterne l’utilizzo. Un intervento di recupero e consolidamento che riguarderà fondazioni, murature e coperture mediante tecniche non invasive, nel rispetto delle caratteristiche artistiche e architettoniche.

Preceduta dalla pulizia dell’area esterna e di quella interna dell’edificio effettuate nel periodo estivo, l’apertura del cantiere è avvenuta alla presenza del sindaco Ascani e dell’arch. Cesetti per il Comune, dell’ing. Corrado Cipriani e del geom. Giorgio Galletti del Provveditorato OO.PP. guidato dal provveditore pro-tempore Avv. Marco Guardabassi, e dell’impresa di costruzioni edili Cinelli.

«La sintonia e la collaborazione instaurata fra le parti sta alla base di questo primo step, indispensabile per iniziare il percorso verso la fruibilità della struttura, acquistata nel 2008 dal Comune per destinarla ad attività culturali, sociali e ricreative», dice il sindaco Roberto Ascani, esprimendo la soddisfazione di essere giunti a questa fase concreta di svolta.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

La troppa democrazia di un Sindaco

Il popolo decide con la pancia per interesse o per competenze specifiche?


Sirolo, 11 febbraio 2020 – C’è un sindaco, al suo primo mandato in un Comune turistico della Riviera del Conero, che da quando s’è insediato sta lavorando a testa bassa per migliorare la realtà che è stato votato a governare. Non importa quale sia la sua estrazione sociale o politica; o per quale squadra faccia il tifo, o se preferisce la carne al pesce. Importa che ce la stia mettendo tutta. Come d’altronde fanno quasi tutti i sindaci in quasi tutti i Comuni italiani.

Intorno a lui ci sono altre realtà turistiche importanti, e non è facile trovare idee nuove e vincenti che attirino in primis i turisti e in secundis le simpatie dei suoi cittadini. Inoltre, deve fare i conti con un’opposizione agguerrita che, per definizione e missione, rema contro e boccia ogni decisione a prescindere. Perché si sa, chi sta all’opposizione ha sempre idee migliori rispetto a chi sta in maggioranza. Anche se non può incidere. Anzi, proprio perché non può decidere fa un casino del diavolo ogni volta che può.

Bene, questo sindaco tempo fa ha pensato bene di fare un concorso pubblico per lo studio grafico di un logo turistico che rappresentasse istituzionalmente il proprio Comune. Ha formato una commissione che scegliesse, fra i 44 bozzetti pervenuti, i migliori tre e poi li ha proposti alla cittadinanza affinché questa votasse quello più gradito.

Corriere del Conero ha divulgato la notizia sulle proprie pagine: apriti cielo!

I lettori si sono scatenati sui social: moltissimi hanno votato per uno dei tre loghi finalisti, moltissimi li hanno bocciati in toto, accompagnando la bocciatura anche con frasi offensive nei confronti della commissione giudicante e/o del sindaco incapace. Un risultato inaspettato, con le minoranze che hanno messo il carico sulla protesta popolare cavalcandola all’istante. Una sollevazione  che alla fine ha indotto il sindaco a cancellare la votazione  e a congelare il bando in attesa di una decisione.

Brutta, bruttissima storia che testimonia quanto possa produrre di negativo la massima democrazia possibile quando a decidere viene chiamato il popolo. Perché il popolo il più delle volte non è mai obiettivo, ragiona di pancia e se gliene dai l’opportunità tende sempre a tirare l’acqua al proprio mulino. Nel caso specifico, non sta scritto da nessuna parte che il popolo debba essere esperto di grafica e comunicazione. Un assunto che ovviamente vale anche per gli amministratori.

Quel sindaco si chiama Filippo Moschella e il Comune che governa è quello di Sirolo: la perla dell’Adriatico. E se quel sindaco chiamasse i suoi concittadini ad esprimersi su ogni decisione della Giunta, nel suo Comune non prenderebbe mai una decisione.

In ultimo, a tutti quei soloni della grafica e della comunicazione mi permetto di ricordare che quasi sempre è l’organizzazione, la serietà e la qualità di un prodotto – o servizio – a fare grande e riconoscibile un logo, non viceversa. La n nera della nutella sarebbe solo una n nera insignificante se dentro al barattolo non ci fosse, appunto, la nutella!

 


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