Musica per allietare gli sfollati dagli studenti del Soprani

È andato in scena domenica Al Klass Hotel lo spettacolo folkloristico dei ragazzi dell'I.C. Soprani

Castelfidardo – Alcuni studenti della sezione ad indirizzo musicale dell’I.C. “Paolo Soprani” hanno portato domenica all’Hotel Klass un omaggio musicale ai circa cinquanta “sfollati” provenienti dalle zone colpite dal terremoto ed attualmente ospitati dal nostro Comune.

Oggetto dell’esibizione, lo spettacolo folcloristico già in tour in occasione della “Notte della musica” vissuta a settembre nel contenitore del Pif, poi proposto in Calabria dai partner di Bisignano e recentemente portato anche a Gort in Irlanda con il progetto del Miur “Made in Italy, un modello educativo” che esalta le tradizioni locali.

Gli studenti
Gli studenti dell’I.C. Paolo Soprani all’Hotel Klass hanno suonato per i terremotati ospitati in città

Gli “sfollati” hanno apprezzato con tanta gratitudine il gesto del Comune e della scuola, e si sono commossi per l’entusiasmo dimostrato da tutti.  Una vicinanza espressa anche dalla folta delegazione istituzionale presente: il vice sindaco Andrea Marconi, la responsabile dei servizi socio educativi Maila Baldoni, la dirigente scolastica Vincenza D’Angelo, i professori Giulietta Catraro ed Ernesto Talacchia e le famiglie degli studenti.

Particolarmente significativa è stata la declamazione della lettera delle Marche alla Nazione. La voce di Giulietta Catraro, che si è prestata per tale gesto, ha terminato con queste parole: «Patria mia “Nord” e “Sud” si trovano localizzati nel tuo gomito, punto di contatto. Dal “Sud” la mia gente ha mantenuto l’attaccamento alla terra, alla famiglia, alle sue tradizioni; dal “Nord” ha assunto l’impegno e la costanza del lavoro, la volontà di crescere e di rimanere autonoma.  Testa del “Nord” e cuore del “Sud”: questi sono i miei figli».

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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