Loretano domiciliato a Castelfidardo condannato per stalking

Percosse, minacce e inseguimenti alla ex gli costano i domiciliari per atti persecutori e violenza privata

Castelfidardo, 21 giugno 2018 – I carabinieri lo hanno arrestato ieri pomeriggio, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare dei domiciliari emessa dal gip di Ancona il 16 giugno u.s. per i reati: atti persecutori e violenza privata.

Lo stalker in questione è il pregiudicato Z. M., nato e residente a Loreto, classe 1978, di fatto domiciliato a Castelfidardo, celibe, operaio.

Castelfidardo – Z. M. lo stalker arrestato

La misura è stata emessa nei suoi confronti a seguito di informativa di polizia giudiziaria inoltrata dai carabinieri di Castelfidardo perché tra febbraio e giugno 2018, in Castelfidardo e zone limitrofe, l’uomo aveva posto in atto numerosi episodi di atti persecutori (inseguimenti, danneggiamenti, percosse e minacce), nei confronti di una donna 32enne del posto con la quale aveva intrattenuto una relazione extraconiugale di circa un anno, con l’intento di ricongiungersi con essa.

L’arrestato, nonostante fosse stato inizialmente perseguito con l’ammonimento del Questore di Ancona in data 26 marzo 2018, e con la successiva misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati – in particolare l’abitazione, il luogo di lavoro e l’asilo del figlio di lei – notificatagli in data 4 maggio 2018, continuava nella sua condotta persecutoria, violando sistematicamente e gravemente le prescrizioni impartitegli con i provvedimenti cautelari.

Nel corso della reiterazione delle persecuzioni, lo stesso veniva ulteriormente denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per i reati suddetti, evidenziando pericoli e rischi per l’incolumità della donna. Al punto da rendere necessario l’arresto del pregiudicato con  l’aggravamento della misura cautelare del divieto di avvicinamento, sostituendola con quella degli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Loreto, aggravata dal divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima.

Nell’Ordinanza notificata al pregiudicato stalker, viene evidenziato come l’indagato avesse posto in essere: “una serie di condotte reiterate, a seguito della decisione assunta dalla donna di troncare la loro relazione extraconiugale. E come, allo scopo di indurla a riprendere il rapporto, la molestasse in modo tale da ingenerare nella medesima un fondato timore per la sua incolumità, costringendola a mutare le proprie abitudini di vita.

In particolare, animato da eccessi di gelosia:

a) inviava all’utenza telefonica della donna continue chiamate, sms e messaggi a mezzo Whatsapp;

b) effettuava ripetuti appostamenti e pedinamenti presso i luoghi abitualmente od occasionalmente frequentati dalla donna (l’abitazione, la scuola materna frequentata dal figlio, il posto di lavoro, i locali pubblici);

c) in alcune occasioni, raggiunta la donna in locali pubblici dove si trovava in compagnia di altre persone, la aggrediva verbalmente;

d) negli stessi frangenti temporali, mentre la donna faceva ritorno a casa, si poneva all’inseguimento della sua auto e la costringeva a fermarsi con manovre brusche e pericolose;

e) in più occasioni, si recava presso l’abitazione della donna, molestandola e cercando di convincerla a revocare la sua decisione di interrompere la relazione amorosa extraconiugale, l’aggrediva schiaffeggiandola e provocandole ecchimosi, nonché la frattura di una costola con una prognosi di 30 giorni”.

L’uomo, rintracciato presso la propria abitazione di Castelfidardo mentre stava rincasando, è stato immediatamente bloccato e ammanettato dai militari e condotto negli uffici della Compagnia di Osimo. Al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione e al controllo dei carabinieri.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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