L’Amministrazione sensibile ai Gas, i gruppi di acquisto solidale

CASTELFIDARDO – Il Comune a guida 5 Stelle, nell’ottica di favorire la piccola impresa e il commercio a km zero e solidale, ha incontrato questa mattina l’imprenditrice Giulia Spanò titolare di un’azienda agricola calabra che produce agrumi biologici.

L'imprenditrice
L’imprenditrice calabrese Giulia Spanò all’incontro in Comune con sindaco e assessori

È stata l’occasione per i dipendenti comunali di acquistare clementine bio e confetture di agrumi. L’assessore Foria, presente alla consegna unitamente al sindaco Roberto Ascani, al presidente del Consiglio Ragnini e la Giunta tutta, crede che: «Le istituzioni dovrebbero essere maggiormente sensibili verso la piccola e piccolissima impresa, soprattutto del territorio, e pertanto il Comune sta avviando un progetto in stretta collaborazione con i Gas, Gruppi di acquisto solidali)».

A Castelfidardo da circa 10 anni esiste il Gas L’albero del Riccio, grazie alla cui esperienza si sta intavolando una collaborazione rivolta soprattutto a sensibilizzare la cittadinanza a privilegiare gli acquisti di prodotti a km zero e di qualità.

«Tale collaborazione si avvierà concretamente con le iniziative Natalizie ove saranno presenti espositori di questa natura, e stiamo lavorando per istituire un mercatino settimanale di prodotti agroalimentari – spiega Foria – se tutti i dipendenti di tutti i Comuni acquistassero in questo modo, si avrebbero importanti ricadute economiche e occupazionali per i territorio oltre ai vantaggi in termini di salute, riduzione degli sprechi e di inquinamento».

Considerando il numero di dipendenti pubblici oggi in Italia pari a circa 3 milioni, se almeno il 20% acquistasse prodotti del territorio, con una spesa media all’anno per dipendente di circa 2 mila euro, si avrebbe un giro d’affari annuo pari a circa 1,2 miliardi di euro.

Forte e appassionata la testimonianza di Giulia Spanò, la cui azienda a dimensione familiare di Corigliano si è convertita al bio sin dal 1993 e per scelta è uscita dal circuito della grande distribuzione organizzata per entrare nel circuito virtuoso ed operare esclusivamente con i Gas.

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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