Inaugurata a Castelfidardo la stele per Caterina Governatori

La cultura del dono di organi che vince sulla morte

Castelfidardo, 9 maggio 2021 – La vita che vince la morte, il dono che moltiplica l’amore: è un messaggio bello, potente e universale, quello che è emerso domenica 8 maggio dalla cerimonia di inaugurazione della stele in memoria di Caterina Governatori posta nelle immediate vicinanze della scuola materna Crocette.

Un simbolo che esalta la cultura della donazione, l’importanza di un gesto che nasce nel momento del più profondo dolore trasformandosi in fonte di gioia e nuova speranza. Un’ampia platea di autorità, amici, rappresentanti delle associazioni di volontariato e in specie di Aido, Avis, Ato e del Centro regionale Trapianti ha vissuto le emozioni di una giornata speciale, densa di significati.

L’opera stessa ne sintetizza i valori. Realizzata in acciaio corten e bronzo – come spiegato dallo scultore Renzo Romagnoli – è composta da due elementi raffiguranti la linea della vita che pur interrompendosi si congiunge ad altre cinque esistenze che grazie ad essa continuano. Come è avvenuto cinque anni fa. Nella parte alta, il ritratto di Caterina è fuso nel bronzo, materiale nobile che rispecchia l’animo della giovane fidardense e della sua famiglia.

«Quest’opera vuole promuovere il messaggio della donazione e ci dà la forza per andare avanti», ha detto commosso papà Giordano, ringraziando tutti coloro che hanno collaborato.

«Oggi Caterina sarebbe orgogliosa di voi», ha sottolineato il sindaco Roberto Ascani, rimarcando come la collocazione nei pressi di una scuola frequentata da tanti giovani non sia affatto casuale.
Dalla dottoressa Francesca De Pace, coordinatrice del Centro Regionale Trapianti, l’invito a sostenere la scienza attraverso la scelta consapevole del “Sì” senza delegarla alle famiglie nel momento più doloroso.

Un ‘Sì’ alla donazione di organi e tessuti che, come ricordato da Marco Pantalone, presidente della locale sezione Aido, «può essere espresso semplicemente al momento del rinnovo della carta di identità o attraverso la piattaforma DigitalAido. Le opposizioni sono spesso frutto di pregiudizio e ignoranza – ha rimarcato l’Ato Marche – sostenendo l’etica del riconoscimento per diffondere l’idea di donare per amore».

Da don Lanfranco che ha invitato a celebrare la vita e ad essere compatibili ogni giorno gli uni con gli altri, dall’insegnante del Meucci che ha ricordato come Caterina fosse dono per gli altri già da studentessa, e dalla mamma di Ilaria, che ne ha ricevuto i polmoni, le testimonianze più toccanti: «se la famiglia di Caterina non avesse detto ‘sì’, mia figlia non avrebbe avuto una seconda possibilità».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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