Il vice sindaco Marconi interviene sulla vicenda della famiglia Polenta

“Mi sono comportato al meglio per cercare di tutelare al massimo la salute dei miei concittadini”

Castelfidardo, 20 maggio 2020 – A distanza di circa ventiquattro ore dal nostro tentativo di contatto non andato a buon fine, il vice sindaco di Castelfidardo, Andrea Marconi, ha trovato il tempo di scrivere al giornale in merito alla vicenda della famiglia Polenta. Lo ha fatto scrivendoci una sua dichiarazione inviata via WhatsApp che pubblichiamo di seguito integralmente. In calce ad essa, un commento del giornale alla vicenda. Scrive il vice sindaco:

Castelfidardo – Il vice sindaco Andrea Marconi

In merito all’articolo apparso sul Corriere del Conero sulla famiglia Polenta, che riporta una ricostruzione errata dei fatti, in qualità di Vice Sindaco volevo rilasciare questa dichiarazione: La signora Papini dichiara che l’ho incontrata per strada e l’ho ripresa, non è vero in quanto ci siamo solo sentiti telefonicamente per altre ragioni sue personali che non riguardavano il problema coronavirus.

Nel corso della telefonata ho manifestato la mia costernazione sul fatto che la signora fosse stata vista non in strada ma all’interno di una abitazione di due persone anziane e malate dal figlio di quest’ultimi. Ho anche detto alla signora che anche nel caso si fosse negativizzata avrebbe violato la disposizione nazionale che vietava le visite ad amici e conoscenti.

In ogni caso il giorno del fatto negli elenchi in possesso del Comune lei risultava ancora in isolamento, elenco poi il giorno successivo aggiornato dopo un nostro sollecito da parte del servizio di igiene e sanità pubblica. Ovviamente il figlio della coppia anziana che può testimoniare sulla veridicità dei fatti ha un nome e cognome e può sempre testimoniare se chiamato in causa. Mi sono comportato al meglio per cercare di tutelare al massimo la salute dei miei concittadini che in questa pandemia si sono comportati in maniera impeccabile riducendo al minimo il rischio nella nostra città”.

Andrea Marconi

Corriere del Conero, lungi dal voler polemizzare con il vice sindaco Marconi (al quale riconosciamo in buona fede l’ottimo operato che racconta, ndr.), ma per dovere di cronaca, tiene a sottolineare che i fatti riportati nell’articolo sono quelli raccontati al giornale dalla signora Papini. Poi, può essere che la signora nella concitazione del racconto abbia accavallato i fatti; o che in redazione si sia recepito malamente il messaggio, ciò però non cambia di una virgola la questione.

Castelfidardo – Gigliola Papini e suo marito Valentino Polenta

Il vice sindaco, ieri quando è stato contattato dal giornale, non ha trovato il tempo per rispondere. Lo avesse fatto oggi non saremmo qui a fare la punta alle matite. Però, sempre ieri, pochi minuti dopo che l’avevamo cercato, il tempo per chiamare la signora Papini l’ha trovato eccome per comunicarle – stranezze della comunicazione – di aver appena ricevuto l’informazione che i componenti della sua famiglia erano tutti guariti.

In ultimo, nella sua dichiarazione il vice sindaco non ne fa menzione, resta la consegna dello scatolone dell’indifferenziata destinato ai positivi in quarantena che continua per settimane e settimane anche dopo la guarigione. Una prassi che, abbiamo scoperto, non riguarda solo la famiglia Polenta ma anche altri fidardensi ex positivi guariti da tempo.

Non è affatto facile per nessuno affrontare una pandemia così devastante come quella prodotta dal Covid-19. In questi mesi sono stati fatti errori madornali a tutti i livelli: a partire dal Governo nazionale e giù giù a scendere passando per regioni, province e comuni. Chiunque li avrebbe commessi, perché è umano che accada quando si affronta un nemico che non si conosce dovendo mettere in campo e gestire regole e protocolli mai praticati prima. Ma, come ha scritto in un commento all’articolo una nostra lettrice: “Ogni tanto i politici dovrebbero avere la capacità e l’umiltà di chiedere scusa”.

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

" >
di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Palermo (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

© riproduzione riservata 


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi