I funerali di don Lamberto Pigini sabato 9 gennaio a Recanati

Era nato a Castelfidardo l’11 gennaio 1924

Castelfidardo, 8 gennaio 2021 – Si svolgono sabato 9 gennaio alle 9.30 presso la Cattedrale San Flaviano di Recanati, i funerali di don Lamberto Pigini, spentosi nel giorno dell’Epifania alla soglia dei 97 anni.

La camera ardente si è aperta oggi nella medesima Cattedrale a partire dalle 8.30. Un lutto che colpisce direttamente al cuore Castelfidardo, dove don Lamberto è nato l’11 gennaio 1924 e ha maturato la sua vocazione cristiana, diocesana e imprenditoriale. Una vita spesa al servizio di Dio, della collettività, del progresso e del territorio di cui ha promosso il benessere socioeconomico.

don Lamberto Pigini

Un’esistenza permeata da uno sguardo illuminato e aperto verso un mondo che sapeva interpretare, immaginare e intuire prima e meglio di chiunque altro, un precursore di infinita saggezza in ogni campo.

«Uno straordinario esempio di attaccamento alla propria comunità sia attraverso la fede che attraverso la capacità imprenditoriale – ha detto il sindaco Roberto Ascani, interpretando il sentimento di affetto e gratitudine di Castelfidardo verso don Lamberto – Un crocettaro d’eccellenza che non mancava mai di ricordare quanto fosse importante il senso di appartenenza alla propria famiglia e alle proprie radici. Don Lamberto, immagino che sarai felice di ritrovarti con tuo fratello Oliviero: non finiremo mai di ringraziarvi per tutto ciò che avete dato alla nostra città».

Insignito di innumerevoli onorificenze tra cui il titolo di Commendatore della Repubblica conferitogli dal presidente Scalfaro, di ‘Marchigiano dell’anno’ nel 2013 e la laurea honoris causa in Scienze della Formazione dell’Università di Macerata, don Lamberto Pigini nel 2014 aveva ricevuto anche il Sigillo e la cittadinanza onoraria di Castelfidardo con questa motivazione: ‘Educatore, formatore, imprenditore, benefattore e pastore d’anime. Una vocazione declinata in più forme e in svariati ambiti sociali con raffinato ingegno, audacia creativa, capacità di sintesi tra innovazione e tradizione. Un testimone del nostro tempo al servizio del prossimo, la cui instancabile opera nobilita e valorizza l’intera comunità fidardense’.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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