Dal 4 maggio Castelfidardo riparte così

Cimiteri e parchi senza limitazioni d’orario. Vietato l’accesso alle aree gioco per bambini. Tre mascherine per ogni nucleo familiare

Castelfidardo, 3 maggio 2020 – Dopo un’attenta valutazione delle disposizioni governative e regionali il sindaco Roberto Ascani ha deciso di aprire parchi e cimitero da mercoledì 6 maggio. Inoltre, per evitare che l’affluenza delle persone si possa concentrare in orari precisi nell’arco della giornata ha deciso di aprire senza limitazione di orario o giorno della settimana. Nello specifico:

PARCHI
Saranno accessibili tutti i parchi della città, incluso lo sgambatoio, nel rispetto delle distanze sociali ma sarà vietato l’accesso alle aree gioco per bambini.

Castelfidardo – La chiesa al Civico Cimitero

CIMITERO
La visita al cimitero sarà consentita negli orari consueti.

«In osservanza delle raccomandazioni ministeriali – specifica il primo cittadino – soprattutto in merito ai luoghi frequentati dagli anziani e in considerazione della conformazione del nostro cimitero, ho ritenuto opportuno obbligare all’interno del cimitero alla protezione delle vie respiratorie».

Riaprono anche anche l’Eco-sportello e il Centro Ambiente da lunedì 4 maggio e l’accesso sarà possibile negli orari consueti. Si potrà quindi tornare a ritirare il materiale per la raccolta differenziata e, per le utenze già attive, ritirare la fornitura di sacchi.

Il Centro del Riuso al contrario resta ancora chiuso e si valuterà nelle prossima settimane l’opportunità di riaprire. Di seguito la tabella con le date di ciò che si può fare:

MASCHERINE
Da lunedì 4 maggio sarà obbligatorio proteggere le vie respiratorie nei luoghi pubblici chiusi o confinati e negli spazi dove non è possibile garantire il distanziamento sociale. Sono consentite tutte le tipologie di mascherine nonché le mascherine di comunità o indumenti protettivi.

Questa settimana è iniziata anche la consegna delle mascherine alle famiglie, tre per ogni nucleo familiare: «A tal riguardo – spiega Ascani – chiedo comprensione per l’attesa che alcune famiglie dovranno sopportare».

Per tutte le questioni che riguardano la Fase 2 è possibile fare riferimento a: http://www.governo.it/it/faq-fasedue
mentre per un chiarimento sull’uso delle mascherine e in genere su tutta l’emergenza Coronavirus: http://www.salute.gov.it/…/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp…

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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