Castelfidardo – Pluripregiudicato tunisino guidava senza patente e assicurazione

Recidivo, viaggiava con una mazza da baseball nell’abitacolo

Castelfidardo – Nella tarda serata di ieri, i militari della locale stazione nel corso del servizio perlustrativo con finalità di contrasto e repressione dei reati contro il patrimonio, procedevano al controllo di un’ Alfa Romeo 147 guidata da H.M.M., nato in Tunisia nel 1988, residente a Castelfidardo, celibe, nullafacente, pluripregiudicato.

Il giovane, alla richiesta dei militari di esibire i documenti sia di guida che del veicolo, evidenziava un atteggiamento impacciato e nervoso. Infatti, lo stesso risultava privo della patente in quanto mai conseguita, mentre l’auto risultava sprovvista della copertura assicurativa e quindi subito sequestrata.

La successiva perquisizione alla persona e al veicolo, dava esito positivo: veniva rivenuta, occultata nell’abitacolo dell’autovettura, una mazza da baseball, anch’essa sequestrata e trattenuta presso gli uffici della Stazione di Castelfidardo in attesa di essere depositata presso la Procura della Repubblica di Ancona.

Da ulteriori accertamenti, il giovane risultava essere stato già multato per guida senza patente, dallo stesso Comando, nel luglio scorso. Pertanto, accertata la recidività nel biennio, a carico di H.M.M. veniva redatta notizia di reato per guida di veicolo senza patente (poiché mai conseguita),  e ulteriore violazione per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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