Castelfidardo – Nascondevano un pezzo di hashish in auto: sorpresi dai carabinieri

Nella mattinata di oggi martedì 14 marzo, fino alle 12:30 circa,i militari delle due stazioni di Castelfidardo e Osimo, con il supporto fondamentale del Nucleo cinofili di Pesaro, hanno operato un servizio coordinato effettuando simultaneamente di controlli scolastici antidroga presso gli istituti Meucci e Scuola media Mazzini di Castelfidardo; nonché presso l’istituto Corridoni Campana di Osimo (vedi pagina Osimo sul nostro giornale: www.corrieredelconero.it), con esito positivo.

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In Castelfidardo, alle 07:40 circa, nei pressi dell’Itis Meucci venivano sorpresi tre giovani appiedati che, alla vista dei militari, cercavano di dileguarsi tentando di raggiungere un auto parcheggiata nelle vicinanze.

Bloccati immediatamente, sono stati identificati in M.K. nato in Grecia nel 1993, convivente; A.V., nato in Macedonia nel 1992, celibe e G.L., nato a Recanati nel 1986, tutti residenti in Recanati, nullafacenti, pregiudicati.

La perquisizione sul posto sia alle persone che all’auto, una Fiat Punto, dava esito positivo. Occultata all’interno del bracciolo divisorio dei sedili anteriori, infatti, i carabinieri rinvenivano un pezzo di “hashish” di 0,5 grammi. I tre giovani, che si rifiutavano di collaborare, venivano condotti presso la caserma di Castelfidardo e, al termine delle formalità di rito e della loro esatta identificazione, venivano segnalati alla Prefettura di Ancona per detenzione illegale di sostanze stupefacenti per uso personale. L’hashish rinvenuto veniva posto sotto sequestro amministrativo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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