Castelfidardo – Mancano gli allievi, ad ottobre niente prima al Liceo delle Scienze

“Pd - Castelfidardo bene in comune” dicendosi preoccupato, presenta una mozione al sindaco

Nel prossimo anno scolastico 2017/2018 il Liceo delle Scienze applicate di Castelfidardo non avrà una classe prima. L’impossibilità di far partire a settembre il corso in oggetto dipenderebbe dal numero degli iscritti, non sufficiente a ricevere dall’Ufficio scolastico l’autorizzazione a formare una classe.

La notizia è preoccupante e dolorosa per la città che tanto ha lavorato in passato per avere una scuola secondaria superiore. L’ex “Meucci” ha formato, prima come Istituto tecnico e negli ultimi dieci anni anche attraverso l’indirizzo liceale, generazioni di studenti che, dopo il diploma, hanno trovato impiego nelle aziende del territorio oppure hanno proseguito i loro studi all’università e che, in ogni caso, rappresentano un valido legame tra il mondo della formazione e il tessuto delle PMI locali.

Consapevoli della complessità della situazione e del gran numero di Enti coinvolti nelle decisioni e nella gestione delle procedure in oggetto, i consiglieri del gruppo “Pd – Castelfidardo Bene in comune” Lara Piatanesi ed Enrico Santini si sono immediatamente attivati con una mozione indirizzata al sindaco e all’assessore alla pubblica istruzione.

Il loro scopo è di sondare tutti i percorsi atti a scongiurare l’eventualità di una interruzione del percorso liceale nella nostra città.

In piedi Lara Piatanesi e, seduto, Enrico Santini del gruppo “PD – Castelfidardo Bene in comune”

Tramite il loro atto, Piatanesi e Santini formulano precise richieste. Innanzitutto che venga convocato un tavolo attorno al quale possano confrontarsi la Dirigente scolastica dell’I.I.S.e quelle dei comprensivi di Castelfidardo allo scopo di analizzare le cause del fenomeno ed individuare eventuali soluzioni.

Poi, che vengano coinvolti nel processo membri del Consiglio comunale (sia rappresentanti della maggioranza che delle forze di opposizione); infine che, in separata sede, vengano sentiti i rappresentanti delle ditte industriali e artigianali fidardensi.

Il loro intento è che questa indagine e questo confronto siano svolti con urgenza affinché si possa relazionare in Consiglio e valutare azioni da intraprendere.

Da un punto di vista più generale, l’esigenza di prendersi cura delle istituzioni scolastiche del territorio e di rinsaldare il raccordo tra queste e il tessuto produttivo locale è fortemente sentito dal gruppo consiliare di minoranza, che aveva inserito alcune proposte qualificate in tal senso anche nel programma elettorale con cui l’anno scorso si era candidato ad amministrare Castelfidardo.

Si proponeva, ad esempio, la stabilizzazione dei laboratori finalizzati all’apprendimento dei mestieri legati alla produzione della fisarmonica, già attivati presso l’Istituto tecnico; la creazione di un indirizzo stabile avente il medesimo scopo all’interno del triennio dello stesso Istituto; in alternativa, l’avvio di uno studio di fattibilità per l’istituzione di una scuola civica o di un corso post-diploma ITS ad hoc.

 

redazionale


Un commento alla notizia “Castelfidardo – Mancano gli allievi, ad ottobre niente prima al Liceo delle Scienze”:

  1. Annunziata Brandoni says:

    Ho due nipoti in questa scuola e si trovano bene. Purtroppo nell’immaginario collettivo del nostro paese è vista come una scuola di serie B…chi sceglie questa scuola viene canzonato dai compagni di terza media…

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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