Castelfidardo – Domiciliari e braccialetto elettronico per ladro seriale

È un trentasettenne marocchino residente in città

Castelfidardo – Ieri sera i Carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con ulteriore applicazione del braccialetto elettronico – emessa il 18 novembre scorso dal Gip – arrestando il pluripregiudicato extracomunitario B.H., nato nel 1980 in Marocco, residente a Castelfidardo, coniugato, nullafacente.

Castelfidardo – Il fermo e l’arresto del marocchino

B.H., soggetto ritenuto socialmente pericoloso e considerato ladro seriale, è stato rintracciato nei pressi della propria abitazione mentre era intento a rincasare. Il provvedimento, il reato è la tentata rapina, è scaturito dalle indagini espletate in relazione al tentato furto e rapina consumato dallo stesso nell’abitazione di un giovane 41enne fidardense, avvenuto il 12 novembre scorso.

Nello specifico, il pregiudicato marocchino veniva sorpreso e bloccato dal 41enne mentre frugava all’interno del suo garage. Nei fatti, impedendogli di scappare e di aprirlo dall’interno. Il malvivente, nel tentativo di fuggire, lo aggrediva. Ne nasceva una colluttazione finché il ladro riusciva a svincolarsi e a fuggire facendo perdere le proprie tracce.

Le successive indagini condotte dai carabinieri di Castelfidardo, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Osimo e grazie alla collaborazione della vittima, consentivano di identificare il delinquente e di raccogliere sul suo conto gravi indizi di colpevolezza: nel cercare la fuga, il ladro aveva dimenticato nel garage il suo giubbotto e il cappello di lana.

Oltre al fatto che la vittima 41enne proprietaria del garage, coraggiosamente, era riuscito a scattare alcune foto al pregiudicato. Identificato e arrestato il malfattore, la perquisizione nella sua abitazione permetteva di recuperare tutta la refurtiva (valore circa 500 euro), che lo stesso aveva sistemato in un sacco di plastica e nascosto in cantina, sotto una catasta di legna.

Oltre ai domiciliari e al braccialetto elettronico, per B.H. è stata inoltrata la  misura di prevenzione dell’Avviso Orale.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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