Buoni spesa, domande entro lunedì 14 dicembre

Nuova tranche di aiuti ai nuclei familiari in difficoltà a causa della crisi socio-economica

Castelfidardo, 9 dicembre 2020 – Un sostegno concreto ed elargito in tempi rapidi, per anticipare i quali l’Amministrazione – d’intesa con tutti i Gruppi consiliari – ha scelto i criteri ed emanato un nuovo bando pubblico per l’erogazione di buoni spesa alimentare. Tale bando è destinato alle famiglie in difficoltà a causa della crisi indotta dall’emergenza Covid-19.

La richiesta deve pervenire ai servizi socio-educativi entro le ore 12 di lunedì 14 dicembre nella forma di autodichiarazione sostitutiva compilando l’apposito modello  (disponibile sul sito istituzionale del Comune) predisposto dall’Ente e inviandolo a mezzo mail all’indirizzo:

buonospesa@comune.castelfidardo.an.it, o a mezzo WhatsApp al numero 371 477 44 95.

«Un segno di vicinanza in un periodo difficilissimo, un gesto importante che si va ad aggiungere agli aiuti alle imprese e alle associazioni sportive ma, soprattutto, esprime unità di intenti – spiega il sindaco Ascani – A gennaio lavoreremo anche per quelle attività rimaste fuori dal precedente bando».

Il buono spesa varia da un minimo di 200 a un massimo di 500 euro e potrà essere utilizzato per l’intero importo esclusivamente in un esercizio commerciale del territorio di residenza indicato nella domanda in un’unica soluzione o in più volte, comunque non più tardi del 28 febbraio 2021; nel caso non venga effettuata la scelta, il negozio verrà selezionato dal Servizio Sociale.

Possono farne richiesta i cittadini bisognosi colpiti dalla situazione economica determinatasi per effetto dell’emergenza Covid-19 che presentano specifici requisiti di reddito, risparmio e liquidità come descritti all’art 2 del bando ((disponibile sul sito istituzionale del Comune).

Il buono spesa non può essere ceduto e non può essere utilizzato per l’acquisto di bevande alcooliche o superalcooliche ma soltanto per generi alimentari e di prima necessità. Il Comune si riserva la facoltà di effettuare i dovuti controlli anche a campione, e con l’eventuale collaborazione della Guardia di Finanza e dell’Inps, circa la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rese.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri: 071 7829355 – 371 4774495.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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