Approvato l’emendamento Salva-Peppina

Ora la figlia, Gabriella Turchetti, potrà chiedere il dissequestro della casetta

Castelfidardo – Ora Gabriella Turchetti, la figlia di nonna Peppina, può davvero tirare un sospiro di sollievo. La vicenda dello sfratto dell’anziana nonna di Fiastra che non ne voleva sapere di abbandonare la casetta prefabbricata costruita nell’area adiacente alla sua abitazione lesionata dal terremoto, sembra finalmente giunta al termine.

Giuseppa Fattori, la 95enne di Fiastra da tutti conosciuta come ‘nonna Peppina’ e sua figlia Gabriella Turchetti

Dopo la resistenza caparbia della 95enne Giuseppa Fattori, dopo lo sfratto subito, dopo il ricorso dei familiari e l’indignazione di tanti terremotati nelle sue condizioni, appoggiata dalla gran parte dell’opinione pubblica, il Governo aveva studiato una norma per poter sanare quel tipo di abuso sorto in più parti all’indomani del sisma.

‘Nonna Peppina’ ha vinto la sua battaglia: potrà tornare nella sua casetta di legno a Fiastra (MC)

Quella norma, inserita nel pacchetto fisco, oggi è stata approvata. Si potrà chiedere il dissequestro, e nonna Peppina potrà tornare nella sua amata casetta. «Quando ho ricevuto la comunicazione telefonica dell’approvazione dell’emendamento ‘Salva Peppina’ – spiega Gabriella Turchetti – in casa siamo scoppiati tutti a piangere. Mia madre continua a domandarmi quando potrà tornare. Ci vorrà qualche tempo, lo so, dovremo chiedere il dissequestro, ma speriamo che tutto possa risolversi per Natale».

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo