Aperta graduatoria per gli assegni economici asili nido

Le domande vanno inoltrate entro il 30 giugno. Per avere diritto ai voucher mensili il reddito Isee non deve superare i 26mila euro

Castelfidardo, 11 giugno 2020 – I servizi socio-educativi di Castelfidardo rendono noto che sono aperti fino al 30 giugno i termini per presentare domanda di iscrizione in graduatoria relativa all’anno educativo 2020-21 per l’assegnazione di “voucher” a favore degli iscritti agli asili nido-centro infanzia privati di Castelfidardo, accreditati ai sensi della normativa regionale.

Il testo completo del bando e il modello della domanda al solo scopo dell’iscrizione in graduatoria sono scaricabili dal sito ufficiale del Comune di Castelfidardo.

Destinatari voucher e requisiti per l’accesso 

Al solo fine di iscrizione in graduatoria, i nuclei familiari devono possedere i seguenti requisiti:

– essere residenti nel Comune di Castelfidardo;

– avere al loro interno almeno un minore di età compresa fra tre e trentasei mesi iscritto, nel periodo compreso tra settembre 2020 e luglio 2021, ad uno asilo nido-centro infanzia privato di Castelfidardo, accreditato ai sensi della normativa regionale;
– essere in possesso di reddito Isee non superiore a € 26.000,00

Valore economico del voucher

Il valore economico del voucher viene definito in base al costo di frequenza ed al valore Isee.
Il costo mensile di frequenza viene previsto in €. 310,00 per il part-time ed €. 450,00 per il tempo pieno e dovrà essere versato mensilmente dalla famiglia al titolare della struttura frequentata dal proprio figlio.

Per costo di frequenza si intende il costo pagato per il solo servizio educativo. Non si contempla il costo del pasto che rimane a carico della famiglia. Per l’anno educativo 2020/2021, il contributo sarà calcolato con le modalità approvate con atto di Consiglio comunale n. 12 del 20/03/2017 (modifica Regolamento)

Il contributo è erogato per un massimo di undici mesi e comunque per il periodo di frequenza al Nido. Il voucher verrà erogato mensilmente, dietro presentazione di fattura quietanzata o documento attestante l’avvenuto pagamento del costo di frequenza, debitamente sottoscritto dal titolare della struttura.

Per info: tel. 071-7829356 – fax: 071-7829331;

e-mail: socioeducativi@comune.castelfidardo.an.it;

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Droga – Coltivazione pubblica per fare cassa

Lo ha proposto una consigliera della Regione Marche. Ginesi amplia il concetto anche alla prostituzione


10 luglio 2020 – Dopo i fatti di Terni, e l’aumento esponenziale del numero degli spacciatori di ogni genere di droghe sia nelle Marche sia in tutto il resto d’Italia, il professore Armando Ginesi entra nel merito della questione ed analizza la situazione in corso. Toccando anche il tema della gestione pubblica della prostituzione. Gli lascio spazio nella pagina, non prima però di lanciare un messaggio a tutti quei sapientoni che sostengono che certe droghe non facciano male: avete ragione, per togliere il disturbo basta un po’ di metadone! Scrive Ginesi:

Premessa: io sono, da sempre, contro l’uso delle droghe che non siano usate a scopo terapeutico, prescritte però dai medici e non dagli stregoni. Perché servono a fornire spunti di fantasia a chi ha il cervello lento (anche se alla fine glielo bruciano del tutto), e perché ascolto i pareri degli esperti veri: farmacologi,neurologi, pneumologi, psichiatri, gastroenterologi, internisti, oncologi e via dicendo.

Di esperti farlocchi in giro ce ne sono pure troppi: tutti nullasapienti, autonominatisi specialisti perché hanno letto qualche libro, finanziato dai trafficanti di stupefacenti, nei quali si sostiene, addirittura, che le droghe fanno bene, mentre sono l’alcol e il tabacco a danneggiare l’organismo (e questo non solo è vero, ma verissimo).

D’altra parte in una società in cui ci sono i terrapiattisti a tenere conferenze pubbliche, che ti vuoi aspettare! Dunque le droghe si possono comperare legalmente? Sì, dicono alcuni. No, dicono altri. Consulto la legislazione: una confusione a non finire. Si può, purché sia cannabis sativa con tasso di THC (molecola di tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2%. Ma qualche giudice – più permissivo forse perché sfumacchia pure lui – arriva allo 0,5%. La Legge 242 del 2016 dice questo, perciò si può ma certe sentenze, anche della Cassazione (e quindi che fanno giurisprudenza), dicono no. All’italiana.

Il mio consiglio: al posto di uno spinello fatevi una salsiccia, che è meglio. A chi non mangia per motivi religiosi il porco, consiglio una banana o una bella pesca Percoca.

A proposito di droga: avete tutti letto del caso triste di quei due ragazzi di Terni (15 e 16 anni) che sono morti dopo aver assunto metadone (roba leggera, dunque: la danno pure in ospedale ai tossicodipendenti per indurli a smettere!!!!). IL P.M. ternano ha detto: “Siamo tutti colpevoli”. Ed ha ragione. Ma intanto, visto che hanno identificato il pusher, reo confesso, dica ai suoi amici e colleghi magistrati inquirenti di andarci giù pesanti con la condanna, perché due ragazzi di 15 e 16 anni non possono essere assassinati così.

Intanto la politica invece di contrastare il dilagare di questi veleni sembra volerli incoraggiare. Qualcuno ha detto che il perché lo si capirebbe se si facesse un test antidroga a tutti i parlamentari. Mi sa che ha ragione, costui. Nel frattempo una di essi, una consigliera regionale, ha fatto una proposta alla Regione Marche: di coltivare essa la canapa indiana, così incassa danaro con cui dare una sistemata ai conti, impedisce il contrabbando, frena le overdose e toglie di mezzo i pusher.

Buona idea, che si potrebbe estendere a tutte le Regioni dello Stivale. Alla quale mi permetto di aggiungerne un’altra: gestire la prostituzione. Così si incassa un sacco di soldi con i quali si potrebbero offrire molti servizi che dovrebbero essere dati ma che non lo sono, si eliminerebbero gli sfruttatori-protettori, si darebbe una mano al mantenimento dell’ordine pubblico, evitando tutti quei fatti delittuosi che solitamente ruotano attorno alle cose proibite, a cominciare dal reato di atti osceni (non è vietato, oggi, esercitare la prostituzione ma sono puniti lo sfruttamento e, in certi casi, la fruizione).

E scusate tutti se mi sono permesso. Lo so non è il mio mestiere quello di dare consigli di politica attiva, ma sono pur sempre un cittadino di un sistema che si autodefinisce libero e democratico e che riconosce il diritto alla manifestazione del pensiero”.

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