Aggiornamento Covid Castelfidardo: 96 positivi e 80 persone in quarantena

Triplicati i casi in città in soli sette giorni. Il sindaco Ascani: “La situazione non presenta gravi criticità”

Castelfidardo, 4 novembre 2020 – L’Amministrazione comunale, per voce del sindaco Roberto Ascani, aggiorna in merito alla diffusione del Covid-19 sul territorio. Il primo cittadino, con l’occasione, fa il punto su case di riposo, scuola, uffici pubblici, realtà economiche ed associazioni.

Così come sta succedendo sia a livello regionale che nazionale, anche a Castelfidardo la situazione dei contagi aumenta di giorno in giorno: ad oggi, sono 96 le persone positive e 80 quelle in quarantena. «I casi sono triplicati in soli sette giorni – informa Ascani – ma la situazione di salute dei soggetti positivi non presenta gravi criticità. Ufficialmente risultano due persone ricoverate ma in fase di miglioramento della condizione respiratoria e nessuno in terapia intensiva».

Casa di riposo ed Rsa:  «nessun caso positivo al momento e questo ci rincuora perché lì risiedono i nostri cari più fragili».

 Scuola

La scorsa domenica c’è stato un incontro fra Amministrazione e dirigenti scolastici con l’intento di limitare il disagio delle famiglie e degli studenti. «In particolare si verifica un ritardo notevole nell’ufficializzazione della Regione sui casi positivi – la considerazione di Ascani – Questo costituisce un problema sia per il Dirigente che non può mettere in quarantena la classe in maniera tempestiva, sia per il Sindaco che non può procedere ad ulteriori limitazioni che evitino la diffusione del contagio nell’intero plesso scolastico».

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

Pubblici uffici

Giravano voci piuttosto allarmanti, in città, in merito ad una situazione piuttosto problematica all’interno degli uffici comunali. Voci che il primo cittadino mette a tacere: «Voglio rassicurare sulla situazione del Comune in quanto stanno circolando notizie che sia scattato l’SOS all’interno del municipio. Tutti i servizi sono garantiti – assicura Ascani – e l’unico dipendente positivo è stato posto in isolamento. Tutto il personale dell’ufficio ha effettuato il tampone ed è risultato negativo, questo anche grazie al rispetto scrupoloso delle misure di contenimento e ad un proficuo utilizzo della turnazione e dello smart working. Nonostante sia scongiurato il pericolo di interruzione di servizi fondamentali come l’ordine pubblico, la situazione si sta evolvendo e l’attenzione resta massima».

Ristoro attività economiche, scuole da ballo e associazioni sportive

Per queste realtà l’Amministrazione comunale conferma il pieno impegno volto a garantire loro l’erogazione di un contributo in tempi certi e veloci.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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