157° anniversario della Battaglia di Castelfidardo al Sacrario – Ossario

Il Prefetto Tronca: “la storia, una grande madre”

Castelfidardo – «In questo luogo rendiamo onore alla storia, la grande madre che ci ha consegnato la libertà, la pace, la Repubblica e che in ogni istante ci aiuta a percepire il motivo per cui siamo italiani. Il rispetto della storia e della legalità sono i binari su cui viaggiare per mantenere gli occhi puliti e non negoziare mai i valori. La democrazia non ha confini elastici ma ben saldi e piantati nei paletti irremovibili dettati dalla Carta Costituzionale».

Castelfidardo – L’intervento del Prefetto Francesco Paolo Tronca

Così il Prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario dell’Istituto di storia del Risorgimento Italiano, ha salutato le scolaresche, le autorità civili, religiose e militari presenti al Sacrario Ossario nel 157° anniversario della Battaglia di Castelfidardo.

Una testimonianza semplice e forte di un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato, degli ideali e dell’uomo.  La cerimonia ha avuto il suo momento culminante nella deposizione delle corone d’alloro nel Monumento che raccoglie le spoglie di vinti e vincitori (ricordati da un bersagliere e uno zuavo in costume d’epoca) in un mirabile esempio di fratellanza e unione fra i popoli.

Castelfidardo – Celebrazione del 157° anniversario della battaglia di Castelfidardo al Sacrario Ossario

A garantire la memoria futura, erano presenti le delegazioni dei tre Istituti comprensivi cittadini che hanno intonato l’inno di Mameli e quello delle Marche. Il sindaco Roberto Ascani, nel rammentare la crucialità dell’evento bellico che ebbe il merito di unire i territori del nord e del sud, ha espresso l’orgoglio di ospitare l’unico Museo del Risorgimento attivo nelle Marche.

A portare il saluto della Prefettura di Ancona, il capo di gabinetto Simona Calcagnini.

La visita del Prefetto Tronca alla città di Castelfidardo è poi proseguita in forma privata in altri siti identificativi dell’Unità d’Italia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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