Un albero per ogni nato: consegnate le piantine ai genitori

Camerano. Consegnate ieri mattina, sabato 10 dicembre, le piccole piante di leccio e di quercia ai genitori dei bimbi nati nel 2015.

Alcuni genitori con in mano i piccoli alberi appena ritirati
Alcuni genitori con in mano i piccoli alberi appena ritirati

L’iniziativa dell’amministrazione comunale denominata “Un albero per ogni nato” messa in atto in ottemperanza alla legge n. 113 del 29/01/1992 e n. 10 del 14/01/2013, ha avuto luogo presso il capannone comunale in via Cavour all’entrata del Centro Ambiente. Presenti, oltre al sindaco Annalisa Del Bello e all’assessore Costantino Renato, una ventina di coppie di genitori di bimbi nati fra il primo gennaio e il 31 dicembre dell’anno passato.

Il sindaco, Annalisa Del Bello, e l'assessore Costantino Renato, presenti alla consegna degli alberi
Il sindaco, Annalisa Del Bello, e l’assessore Costantino Renato, presenti alla consegna degli alberi

Le piantine dovranno essere messe a dimora a cura dei genitori nel proprio giardino o in un appezzamento di terreno, con l’obiettivo di sensibilizzare i piccoli nati sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo italiano, e per la tutela della biodiversità – come recita il protocollo – per il contrasto dei cambiamenti climatici e per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

All’appello mancavano circa cinquanta genitori rispetto al totale dei nati nel 2015 pari a settanta pargoli.:«Meglio così – la considerazione dell’assessore Costantino – se non si ha lo spazio o non si ha la volontà di curare la pianta negli anni, meglio non ritirarla. Fino a un paio d’anni fa ci pensava l’amministrazione a metterli a dimora, con tanto di targhetta con il nome del bimbo, ma oggi non abbiamo più spazi».

Foto ricordo
Foto ricordo dei partecipanti all’edizione 2016 di ‘Un albero per ogni nato’

Qualcuno, ha comunque ritirato la pianta pur non avendo uno terreno dove collocarla. Come nel caso dei genitori della piccola Nicole: «La trovo una bella iniziativa – dice il babbo – fra qualche anno, quando Nicole sarà più grande, potrà dire ‘questo è il mio albero, con il mio nome’».

Dove lo pianterete? «Ancora non sappiamo, ma un posto lo troveremo. E sarà un bel posto!»


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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