Ubriachezza e molestie: due cameranesi coinvolti

Come promesso dal Comando i Carabinieri dorici hanno intensificato il controllo del territorio in questo fine settimana

Camerano, 14 giugno 2020 – Prosegue l’azione dei militari del Comando Compagnia Carabinieri di Ancona impegnati quotidianamente in una sistematica e capillare attività di controllo del territorio tesa a garantire alla collettività dorica maggiori standard di sicurezza. Un massiccio dispiegamento di  gazzelle del 112 (numero telefonico del pronto intervento), ha consentito di segnalare alla Prefettura un 22enne di origini brasiliane, residente ad Ancona, per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico, oltre a multare quattro persone per ubriachezza molesta.

Camerano – Un posto di blocco dei Carabinieri (foto di repertorio)

Di questi interventi avvenuti nel pomeriggio di ieri e nella notte appena trascorsa, due riguardano direttamente cittadini cameranesi.

Il primo è avvenuto ieri pomeriggio. Ai militari del Norm di Ancona era stato segnalato un uomo completamente ubriaco che barcollava al centro della strada nei pressi della Galleria San Martino. Raggiunto e identificato, il 32enne di Camerano è stato multato.

Il secondo caso è accaduto intorno alle 2 di questa prima mattina in Piazza Cavour ad Ancona. Una ragazza cameranese 20enne stava passeggiando insieme ad un’amica 28enne di Agugliano quando, passando davanti ad una panchina, le due ragazze sono state molestate da un giovane somalo di 21 anni in evidente stato di ebbrezza alcoolica. Nei confronti dell’extracomunitario, dopo l’identificazione, è scattata la multa.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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