Spese telefoniche: il Comune risparmia 63.400 euro in otto anni

Una parte della somma già investita su nuovi strumenti hardware

Camerano, 19 maggio 2020 – Da più di due anni è stato avviato a Camerano un percorso di ulteriore razionalizzazione delle spese telefoniche che gravano sul bilancio del Comune. Il processo di economizzazione si è sviluppato in tre step:

– esame delle singole utenze in collaborazione con i vari settori per capire quali sim venivano utilizzate e quali fossero non idispensabili;

– ricerca di nuove proposte contrattuali con condizioni vantaggiose per il Comune sia per quanto riguarda le tariffe sia per i servizi offerti come, ad esempio, chiamate illimitate ‘on net’, numero predefinito di traffico vocale, messaggi e gbyte per la connessione dati;

– controllo continuo della spesa, e ai costi generati, in relazione al corretto utilizzo delle apparecchiature date in dotazione.

Dall’analisi dei dati contabili è emerso che c’è stato un risparmio di costi tra il 2018 e il 2019 di 1.485 euro (-8%). Il traffico telefonico riguarda principalmente le telefonate effettuate dal Comune per le proprie attività istituzionali (Palazzo comunale, magazzini, cellulari), per un importo di 9.576 euro annui (il 58% della spesa totale, pari mediamente a 798 euro mensili); mentre per quanto riguarda le strutture comunali esterne (asili, scuole, centro sociale) è stato contabilizzato l’importo di 7.043 euro annui (il 42% della spesa totale, pari  mediamente a 587 euro mensili).

Se si effettua un confronto con l’anno 2011, anno in cui è stato avviato il processo di razionalizzazione dei costi telefonici, è possibile registrare un abbassamento della spesa totale del 38% (-52% telefonia mobile uffici, -49% telefonia fissa uffici, -5% strutture esterne) con un risparmio totale in 8 anni di 63.400 euro se si sommano le diminuzioni di spesa tra il 2012 e il 2019.

Una parte di questo risparmio è stato già investito su nuovi strumenti hardware che hanno sostituito tutti quei prodotti che risultavano danneggiati o obsoleti. In particolare è stato acquistato un nuovo server fondamentale per la sicurezza e l’elaborazione dei dati informatici, sono stati sostituiti i pc e gli smartphone più vecchi che avevano problemi di funzionamento, il plotter guasto da anni, sono stati acquistati ricambi hardware vari e avviata la digitalizzazione interna degli atti.

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Palermo (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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