Smascherato falso professore e ingegnere

Per oltre 35 anni ha ingannato la Pubblica Istruzione la Protezione Civile e tanti studenti vantando una laurea mai ottenuta

Camerano, 3 settembre 2018 – Ha davvero dell’assurdo la vicenda scoperta dai carabinieri di Camerano che, al termine di indagini capillari, hanno smascherato un insospettabile e apprezzato professore spacciatosi per oltre 35 anni insegnante e ingegnere, vantando una laurea in Ingegneria mai ottenuta e riuscendo ad ingannare la Pubblica Istruzione, la Protezione Civile – con sopralluoghi e perizie effettuate nelle aree terremotate – e i tanti studenti ed onesti cittadini che avevano riposto in lui la loro fiducia.

L’attività investigativa molto complessa che ha ricostruito il curriculum vitae del falso ingegnere, iniziata nel giugno 2017 in sinergia con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, è culminata nei giorni scorsi con l’emissione dell’avviso all’indagato e al difensore della conclusione delle indagini preliminari – avviso di deposito intercettazioni – Informazione di Garanzia e Informazione sul Diritto di Difesa, che pongono in evidenza un gravissimo disegno criminoso in spregio alle leggi, alle Istituzione Pubbliche e ai terremotati marchigiani.

Tutto è iniziato nel mese di giugno 2017 quando i carabinieri di Camerano, diretti dal comandante della stazione Maresciallo maggiore Massimo Paoloni, hanno avviato le indagini per reati contro la pubblica amministrazione. Un’attività investigativa che ha portato all’identificazione dello pseudo insegnante Leonardo Mazzini, nato e residente a Poggio San Vicino (MC), classe 1950, divorziato, pensionato dal 1 settembre 2017, con una laurea mai conseguita, benché in possesso di una copia autenticata “farlocca” (laureato in Ingegneria civile ed edile presso l’Università di Ancona con 110/110).

Dagli accertamenti effettuati sul conto del Mazzini è emerso che:

  • presso l’Ufficio scolastico regionale per le Marche di Ancona, l’insegnate in pensione era stato docente a tempo indeterminato presso l’Istituto G. Marconi di Jesi, reperendo una copia fotostatica della “copia autenticata” del diploma di laurea di Dottore in Ingegneria civile sezione edile, conseguito il 22 giugno 1983 presso l’Università degli studi di Ancona (ora Università Politecnica delle Marche). Inoltre, l’Ufficio scolastico regionale per le Marche di Ancona inviava anch’esso la fotocopia della “copia autenticata” di un certificato di Laurea con l’indicazione del percorso di studi compiuti dal sedicente professor Mazzini, dall’anno accademico 1971/1972 all’anno accademico 1982/1983.

Nel consegnare le copie, il citato ente riferiva che le autenticazioni venivano effettuate da un “funzionario incaricato” del Comune di Poggio San Vicino (MC), rispettivamente in data 27 novembre 1992 e in data 23 giugno 1993.

  • dalle indagini svolte presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, allo scopo di verificare se effettivamente il Mazzini si fosse mai laureato, l’Ateneo comunicava ai carabinieri di Camerano che Leonardo Mazzini risultava essere stato iscritto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università dall’anno accademico 1969/1970 al 1984/1985, ma che il 21 novembre 1984 era stato congedato per l’Università di Camerino (MC) al corso di Laurea in Geologia. Riferendo che presso di loro l’interessato non aveva conseguito nessuna laurea in Ingegneria, e ritenendo che il titolo acquisito dai carabinieri presso l’ufficio scolastico regionale per le Marche e prodotto dal Mazzini fosse contraffatto e dunque falso.
  • dagli ulteriori controlli presso l’Università di Camerino si appurava che il Mazzini non aveva conseguito nessun tipo di laurea e che lo stesso era stato iscritto al 4° anno del corso in Scienze Geologiche per l’anno accademico 1984/1985, proveniente per trasferimento dal corso di laurea in ingegneria civile dell’Università degli studi di Ancona, e che dall’anno accademico 84/85 non aveva più rinnovato l’iscrizione, decadendo così dagli studi universitari e senza essersi più iscritto ad altri corsi di laurea.
  • dagli accertamenti scolastici presso l’Istituto G. Marconi di Jesi (AN), si rilevava che il Mazzini (laureato in Ingegneria civile ed edile presso l’Università di Ancona con 110/110), assunto in ruolo in data 1 settembre 1991 presso l’Istituto Tecnico Agrario Statale G. Vivarelli di Fabriano in qualità di vincitore di un concorso a cattedre, dall’anno scolastico 1996/1997 fino all’anno scolastico 2016/2017 aveva insegnato Fisica presso l’Istituto Marconi.
  • dagli accertamenti scolastici presso l’Istituto G. Vivarelli di Fabriano, finalizzati alla conoscenza delle modalità di assunzione dell’indagato Mazzini e acquisirne la relativa documentazione, si evidenziava che con protocollo nr. 32283/c1 – datato 13 settembre 1991 – il Provveditorato agli studi di Ancona comunicava sia al prof. Mazzini sia ai presidi del Vivarelli e del Merloni di Fabriano che – subordinatamente al possesso dei requisiti prescritti per accedere al pubblico impiego – l’insegnante era stato nominato in ruolo per l’insegnamento di Fisica e nella circostanza veniva assegnato in via definitiva presso i due Istituti.

Da più approfonditi accertamenti e controlli, inoltre, è emersa una ben più grave condotta dell’indagato: l’aver partecipato a sopralluoghi e verifiche nelle aree interessate dagli ultimi eventi sismici.

Per tutto ciò, Leonardo Mazzini risulta indagato: “del delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv. e 348 c.p. in quanto, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, esercitava abusivamente la professione di ingegnere: pur essendo, infatti, iscritto al relativo ordine professionale, in realtà, risultava sprovvisto della laurea in ingegneria, requisito sostanziale su cui la detta abilitazione si fonda; nello specifico, l’esercizio abusivo si sostanziava nella firma di numerosi atti, consistenti in rilevamenti sui fabbricati per l’agibilità sintetica post-terremoto – nei Comuni di Vallo di Nera, Macerata, Cerreto d’Esi ed Ascoli Piceno – pratiche edilizie, progetti e collaudi statici; tutti atti che presuppongono il conseguimento della suddetta laurea. In Ancona e altrove, fino al 1 settembre 2017”.

Dell’intera vicenda sono stati informati per i provvedimenti di competenza gli Enti pubblici interessati dagli abusi, l’Ordine degli ingegneri della provincia di Macerata dove l’indagato Mazzini risulta iscritto dal 22 maggio 1984 e la Corte dei Conti per la quantificazione del danno erariale.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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