Riaprono i parchi e i giardini pubblici da sabato 30 maggio

La prima cittadina Annalisa Del Bello: “Se non verranno rispettate le regole mi vedrò costretta ad emettere ordinanza di chiusura”

Camerano, 28 maggio 2020 – Come comunicato dall’Amministrazione comunale, da sabato 30 maggio Camerano riaprirà i parchi pubblici all’uso dei cittadini dopo la serrata durata mesi per via delle disposizioni anti Covid emanate dal Governo.

Due giorni d’attesa, che il Comune impiega tagliando l’erba e rendendoli fruibili, e riapriranno la Pineta comunale, il Parco del Picchio, Colle Lauro, Parco di Via Fermi, Parco di Via Zara e quello di Via Scandalli.

Camerano – Una visione notturna del Parco di Via Scandalli con i giochi chiusi al pubblico con fettucce. L’auspicio di tutti è quello di non vedere più immagini del genere

Ogni mattina i giochi verranno sanificati, mentre durante l’intera giornata la situazione dei flussi delle persone che ne fruiranno verrà monitorata dalle forze dell’ordine e dalla protezione civile. Le regole da osservare sono quelle che ormai abbiamo imparato a memoria:

  • sono vietati assembramenti,
  • devono essere mantenute le distanze di sicurezza
  • deve essere indossata la mascherina.

Sulla loro osservanza il sindaco Annalisa Del Bello si dimostra inflessibile: «Se non rispetteremo queste regole – ha fatto sapere – mi vedrò costretta ad emettere ordinanza di chiusura». Siamo pienamente d’accordo con lei. È comprensibile che i bambini abbiano una gran voglia di uscire di casa e giocare e socializzare all’aria aperta, ma gli adulti e i loro genitori devono dimostrare di essere persone responsabili.

 

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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