Quattro anni di diretta streaming in Consiglio comunale

Un servizio che i cameranesi utilizzano più d’inverno che d’estate

Camerano, 9 novembre 2020 – Dall’analisi dei primi quattro anni di utilizzo della diretta streaming, da Giugno 2017 ad ottobre 2020, sono state rilevate oltre sedicimila visualizzazioni dei trenta Consigli comunali trasmessi on-line relative a 386 delibere.

Le ore totali registrate sono state quasi 74 per una durata media per ogni Consiglio di 2 ore e 25 minuti. Seguendo l’andamento dei dati in valore assoluto per anno (i dati sono in continuo aggiornamento): il 2017 ha totalizzato 5.431 visualizzazioni; il 2018, 4.116 visualizzazioni; il 2019, 2.634 visualizzazioni; il 2020, 3845 visualizzazioni.

Le visite sono state in media 574 a seduta per tutto il periodo, 776 per l’anno 2017, 374 per l’anno 2018, 376 per l’anno 2019 e 769 per l’anno 2020. Il calo di visualizzazioni segue un trend medio del 35% tra il 2018 e il 2020 rispetto al primo anno di avvio del servizio. I Consigli più seguiti sono quelli nei mesi invernali, mentre si registra un notevole calo nei mesi estivi.

Per accedere al servizio basta fare click sull’apposito banner presente sull’home page del sito istituzionale del Comune: www.comune.camerano.an.it; o entrando nella sezione “Amministrazione Comunale” nel quale è possibile vedere nel dettaglio i lavori effettuati dagli organi politici, i verbali e ovviamente i componenti di Giunta, Consiglio e Commissioni, oltre alle presenze di ognuno durante le riunioni. Lo streaming è attivo per i normali personal computer, per smartphone e tablet. Per accedere al servizio non è richiesta alcuna registrazione.

«L’intento di questo strumento – spiega Costantino Renato, assessore ai Sistemi informativi del Comune di Camerano e autore del report sui dati esposti sopra – è quello di garantire maggiore trasparenza e consentire un’ampia partecipazione dei cittadini al governo pubblico. Lo streaming va ad affiancarsi ai servizi di registrazione vocale e alla pubblicazione online dei verbali delle sedute e delle delibere».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

So this is Xmas (unfortunately…) caro John

Quest’anno, nonostante le tradizioni, sarà un Natale diverso


2 dicembre 2020So this is Xmas/ And what have you done/Another year over/And a new one just begun… (Così questo è il Natale/E cosa hai fatto?/Un altro anno è passato/Ed uno nuovo è appena iniziato…)

Da anni ormai, puntualmente ogni anno, all’avvicinarsi del Natale e delle sue, almeno per me, infingarde e melanconiche atmosfere che l’accompagna, questa celeberrima canzone di John Lennon torna a ronzare insistente nella testa. Quasi un j’accuse verso consapevolezze regolarmente ignorate (Così questo è il Natale..); verso quel senso di colpa che saltella qua e là fra le note, che ti porta a pensare: “cavolo, certo che potevo fare di più!” (E cosa hai fatto?)

Non esiste nulla al mondo che possa in qualche modo avvicinarsi al Natale. Pasqua, Capodanno, Ferragosto… non c’è confronto. Neppure la parvenza d’una improbabile competizione. Natale è Natale, punto! Sarà il presepe e l’albero addobbato, saranno le luminarie, sarà quell’odore persistente di neve che respiri nell’aria anche quando la neve non c’è, sarà la messa di mezzanotte anche se a messa poi non ci vai, o il cenone in famiglia, i pacchi regalo che fanno luccicare gli occhi dei bimbi, o il mercante in fiera e la tombola con amici e parenti, il panettone e i mandarini… ognuno si prenda il ricordo, il sapore, l’atmosfera che vuole, tanto è gratis.

So this is Xmas (war is over)… ronza Lennon nella testa. Chissà se anche lui a Natale mangiava panettone e mandarini… se non l’ha fatto s’è perso parecchio. Però, caro John, quest’anno non è vero che la guerra è finita. Non è finita quella che intendevi tu e, per giunta, ne è arrivata un’altra così micidiale, infingarda, restrittiva a livello mondiale che neppure ti potevi lontanamente immaginare.

È una guerraccia, John, perché il nemico è invisibile e non puoi sparare a qualcosa se non lo vedi. E siccome è invisibile c’è gente che neppure ci crede d’essere in guerra, d’avere un nemico. Anche se le cataste dei morti sono altissime un po’ dappertutto: in America come in Giappone. Indistintamente dal colore della pelle, John, altro che i fratelli rossi, gialli, bianchi e neri che tu auspicavi in pace. Oggi, quei fratelli sono accomunati da un identico destino cinico e baro.

Quest’anno, lasciamelo dire, per la prima volta nella vita il Natale sarà un’altra cosa per quanto il mondo si sforzi per far sì che sia ancora quello di sempre. Quest’anno sarà diverso, costretto, dismesso, limitato. Costellato da una punta d’angoscia, quella brutta brutta però, che ti fa sentire impotente e piccolo piccolo, senza armi, piani o strumenti necessari a gestire il futuro.

Così questo è il Natale/E cosa hai fatto? Ti rispondo, John: ho vissuto. Semplicemente. E come me, miliardi di esseri umani. Ma quest’anno sarà un Natale diverso… War is over, if you want it/War is over now/Happy Xmas. Lo vorrei con tutto me stesso, John, non sai quanto; ma non è vero che la guerra è finita. Felice Natale anche a te. Quest’anno, per me, lo sarà un po’ meno.

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