Mezza galassia alla prima della XXI edizione della Festa del Rosso Conero

Tanta gioventù, belle donne, ottimo vino, cibo in abbondanza e buona musica con un’affluenza fuori dall’ordinario

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Camerano. Chi non c’è mai stato non può minimamente farsi un’idea di cosa sia la Festa del Rosso Conero a Camerano. Per quanta fantasia si disponga, per quanto si possa aver viaggiato e visto quel che succede fuori da questo borgo, per crederci bisogna esserci stati. Almeno una volta. Almeno una sera.

Come si può spiegare un fenomeno che va oltre le leggi naturali della fisica? Come si può riuscire a far stare migliaia e migliaia di persone – tante quante non ne vedrai mai al Del Conero, lo stadio dell’Ancona calcio – in uno spazio senza grandi spazi? E, sempre in quello stesso spazio già debordante di mille e mille anime, farci stare lo stand gastronomico della Croce Gialla e quello dell’Occhio del Gallo; la cucina viaggiante di Qualità e Amore; gli stand dello Street Food; i mercatini dei prodotti tipici, quelli dell’artigianato e della solidarità?

Chi conosce Camerano sa benissimo che una volta piazzata questa po’ po’ di roba nei vicoli, negli slarghi, lungo la via centrale, – la pseudo Piazza Roma lasciamola stare, ospita già gran parte di quelle migliaia di anime più i tavoloni per la cena, più un palco, più un dehor, più.. –  chi la conosce, dicevamo, sa benissimo che non resta spazio per altro. E invece, lo spazio per altro s’è trovato. E mica spazzietti da poco, scherzi?, sono stati aggiunti almeno altri 3 palchi per fare concerti, ristorantini, e tavoloni con panche. Una marea di tavoloni con panche. Mai vista tanta gente mangiare tutta insieme.

Insomma, per dirla in sette parole ieri sera a Camerano oltre al mondo c’era anche un pezzo di galassia. Un universo variopinto di umanità che si è data appuntamento proprio lì con un unico scopo comune: divertirsi! E, già che c’era, assaggiare qualche bicchiere di ottimo Rosso Conero, l’indiscusso colpevole di tutto il carrozzone messo in scena in suo onore.

E divertirsi si sono divertiti questi rappresentanti dell’universo. Hanno riso a crepapelle durante la gara della pigiatura – ormai un classico -, animata dall’attore figliol prodigo per l’occasione Paolo Cupido. Hanno ballato nelle piazzette e nei vicoli al suono di almeno 7-8 generi musicali differenti, proposti da gruppi o solisti di notevole spessore e qualità.

Cibo, musica, ballo, vino, spettacolo, animazione, informazione, condivisione, partecipazione, allegria, alcuni degli hashtag (#) della prima serata di questa XXI edizione della Festa del Rosso Conero.  E questa sera si replica, prevedendo l’arrivo dell’intera galassia.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


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