Lettera aperta della redazione di Corriere del Conero al sindaco Del Bello

Anni di mancata informazione istituzionale ledono la libertà di stampa e il diritto dei cameranesi ad un sano contraddittorio. Nella comunicazione, il Palazzo non può distinguere tra figli e figliastri escludendo deliberatamente la nostra testata

Camerano, 25 luglio 2020 – Pregiatissima Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano,

con la presente siamo a comunicarle che ormai da quattro anni in questo Comune che lei amministra da quasi cinque, ha sede la nostra testata giornalistica online. Un’informazione che le è dovuta pubblicamente posto che nell’arco di tutto questo tempo lei, con i suoi comportamenti oggettivi e soggettivi, nel suo ruolo di sindaco ha sempre dimostrato d’ignorarne l’esistenza.

In questi quattro anni di vita della testata (siamo nati l’1 settembre 2016), né lei né gli uffici comunali vi siete mai degnati d’inviarci un comunicato stampa, un’informazione, una nota esplicativa sull’operato della Giunta, o sugli eventi e iniziative socio-culturali o sportive messe in atto da lei o dai suoi assessori. L’unico invito ricevuto in quattro anni, al quale abbiamo dato seguito e visibilità, è stato quello della sua conferenza stampa tenuta per la presentazione dell’Esposizione Farfisa nel lontano settembre 2016. Dopodiché, il nulla assoluto.

Eppure, lei conosceva benissimo l’esistenza della nostra testata. Se ben ricorda, a 100 giorni dal suo insediamento a Palazzo (16 settembre 2016) e il 24 dicembre (sempre del 2016), Corriere del Conero le fece non una, ma due interviste: la prima per presentarla ai lettori, la seconda per il primo consuntivo di fine d’anno. Da allora, nero totale. Nonostante in più occasioni, ribadite per anni, l’avessimo pregata di rendere partecipe il giornale delle sue iniziative.

Riceviamo regolarmente comunicati dai sindaci o dagli uffici comunali di Loreto, Castelfidardo, Osimo, Sirolo, Numana e Ancona (che informiamo con pagine dedicate) e che – dal momento che l’informazione è cambiata con l’avvento della rete Internet – permettono a noi e alle altre testate online di fare informazione puntuale e dovuta verso chi ci legge. Lei e i suoi uffici siete gli unici a non averlo mai fatto. E su nostre esplicite richieste in tal senso, lei ha sempre risposto: “Non abbiamo tempo. Bisogna essere organizzati per queste cose e noi non lo siamo”.

Non è vero che lei, i suoi assessori o collaboratori non avete tempo. Voi non avete né voglia né intenzione d’informarci. Una scelta messa in campo scientemente per motivi che ovviamente possiamo supporre ma che ledono profondamente la sua immagine istituzionale e quella del Palazzo, dove vi siete arroccati da anni e da dove divulgate solo ciò che vi fa comodo, come e quando vi fa comodo, con una vostra personale ed univoca informazione che passa attraverso il sito ufficiale del Comune e la vostra pagina Facebook. Costringendo così, chi informa quotidianamente, ad avere notizie passando obbligatoriamente attraverso questi vostri strumenti. Ma sempre a tempo scaduto e in ritardo. Lei, ha mai conosciuto un sindaco che sui social istituzionali parla male di se stesso o dell’operato della sua Giunta? Noi, no.

Per fortuna, a Camerano esistono le opposizioni e cittadini consapevoli non allineati che, anche grazie alla nostra caparbietà nel fare informazione non di parte, ci hanno permesso negli anni di sottolineare il poco peso specifico della sua Amministrazione e delle scelte messe in campo per provare, almeno, ad evitare la morte sociale di questo Comune e del suo centro storico.

Camerano , 25 luglio 2020 – La foto della conferenza stampa tenuta in Comune a Camerano per presentare gli eventi estivi – tratta dall’articolo odierno pubblicato dal Corriere Adriatico – alla quale la nostra testata non è stata neppure invitata

Ognuno fa l’informazione che crede arrogandosi (sbagliando) il diritto di poterlo fare perché: “io sono il sindaco”. Un sindaco saggio, oltre a concretizzare le promesse fatte in campagna elettorale, è quello capace di costruire e sostenere un contraddittorio costruttivo fra le parti sociali, i propri amministrati e gli organi d’informazione. Cosa che lei ha dimostrato di non voler o saper fare.

Una dimostrazione, nel nostro piccolo? Recentemente lei ha indetto una conferenza stampa per presentare gli eventi dell’estate cameranese. Un’informazione che Corriere del Conero non ha potuto divulgare ai suoi lettori per il semplice fatto che Corriere del Conero non è stato neppure informato dell’esistenza della conferenza stampa. Mentre altri organi d’informazione lo sono stati regolarmente.

Un fatto gravissimo, che lede la libertà di stampa perché la comunicazione iniziale dell’evento è risultata di parte e riservata solo a qualcuno. Un fatto che andrebbe denunciato non solo all’Ordine dei giornalisti ma, con tutta probabilità, anche alla Magistratura.

Non faremo né l’una né l’altra cosa, perché questo modo di fare non ci appartiene. E perché, considerato che il suo mandato è in scadenza, ci auguriamo non si ricandiderà, lasciando il posto a qualcun altro capace di rapportarsi in modo corretto con il resto del mondo.

Tutto ciò, ovviamente, è riferito al suo ruolo istituzionale di sindaco dal momento che nei confronti della signora Annalisa Del Bello nutriamo la massima stima e rispetto.

La redazione

Corriere del Conero        


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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