L’appello disperato del Ceci: “cerchiamo Infermieri e Oss”

Non accennano a diminuire i contagi all’interno della casa di riposo cameranese

Camerano, 19 febbraio 2021 – Il focolaio da Covid-19 scoppiato all’interno dell’Opera Pia Ceci, la casa di riposo per anziani di Camerano, si sta facendo sempre più allarmante.

Camerano – L’immobile sede dell’Opera Pia Ceci in Via Marinelli, 3

«Il contagio non si arresta – si legge sulla pagina social della Fondazione – oggi (ieri, ndr), abbiamo fatto i tamponi agli ospiti ed al personale, siamo arrivati a quota 78 positivi. I ricoverati in ospedale sono saliti a 8. Domani (oggi, ndr), saranno finalmente somministrati i vaccini agli ospiti ed agli operatori ancora negativi. Tra il personale contiamo 22 positivi».

Camerano – Fino a qualche settimana fa non si registravano positivi al Covid fra gli ospiti dell’Opera Pia Ceci

Che i numeri della situazione sottolineino una difficoltà seria ed oggettiva dello stato in cui versa la casa di riposo è fuori discussione. E a rendere difficile accettare questo stato, c’è il dato di fatto incontrovertibile che fino a qualche settimana fa il Ceci aveva resistito benissimo alla pandemia e al suo interno per mesi e mesi non si erano registrati positivi. Una chiara dimostrazione della cura e dell’attenzione messa in campo da responsabili e operatori per fare fronte comune contro il virus.

Evidentemente non è bastato, e oggi la casa di riposo si ritrova in ginocchio: «Siamo alla ricerca disperata di nuovi infermieri e di nuovi oss – è l’appello lanciato ieri dalla Fondazione cameranese – chi è interessato chiami il numero 071 7303441. La Nuova Sair, che gestisce la nostra struttura, sta cercando personale da assumere con la qualifica di Infermiere e di Operatore Socio Sanitario. Chi è interessato può inviare il curriculum ai seguenti indirizzi di posta elettronica: nuovasair.an@nuovasair.it; o fondazionececi@nuosair.it.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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