Informazione verifica e controllo dei corretti smaltimenti rifiuti

Due tecnici autorizzati dall’Ata verificheranno quelli non a norma e daranno consigli utili “ad personam” per la soluzione delle problematiche

Camerano, 13 settembre 2020 – Riprende in questi giorni l’attività di informazione, sensibilizzazione e verifica dei rifiuti con personale autorizzato dall’Ata, allo scopo di assistere le utenze e fornire tutti gli strumenti tecnici e conoscitivi utili a correggere eventuali comportamenti errati. Il servizio, sospeso da marzo a causa dell’emergenza coronavirus, si va ad affiancare ai controlli effettuati dalla Polizia Locale e dalla Rieco.

Come per gli anni passati, è previsto un monitoraggio generale, dal quale sono selezionate le situazioni che evidenziano maggiori difficoltà e inesattezze nella raccolta differenziata. In base all’elenco ottenuto si provvede ad un confronto diretto con l’utenza con l’intento di dare informazioni utili a correggere azioni e comportamenti errati.

Nei fatti, viene svolto un servizio d’informazione “ad personam”, mirato cioè solamente ad alcuni soggetti. Nelle settimane successive al sopralluogo, sono tenute sotto controllo le utenze in questione, al fine di valutare se le stesse hanno avviato dei processi di rispondenza alle proposte formulate o in caso negativo i problemi riscontrati per il mancato adeguamento.

Nel periodo tra febbraio 2018 e febbraio 2020, sono stati effettuati 113 sopralluoghi informativi, dovuti a 46 situazioni di non conformità del rifiuto, 23 dei sacchetti. In 26 di questi, risultavano tutte e due le situazioni di non conformità. Le motivazioni addotte dagli utenti “intervistati” sono le più disparate: distrazione, conferimento da parte di estranei, utilizzo dei vecchi sacchetti, la non conoscenza sul come differenziare, l’aver terminato le buste, la presenza di nuovi residenti.

I casi più divertenti e fantasiosi sono quelli in cui si punta il dito verso il suocero, il coniuge, i nipoti o la badante; la motivazione più curiosa, risultata poi vera, è quella di un utente che ha attribuito la non conformità della busta ad un animale selvatico che tutte le sere si divertiva a staccare il codice a barre dal sacchetto. In 4 casi è stato riscontrato che l’utente aveva effettuato correttamente la raccolta.

Gli operatori dell’Ata si sono recati anche in diversi locali di distribuzione del cibo (ristoranti, bar, supermercati) per un’attività di sensibilizzazione mirata alla diminuzione dello spreco alimentare.  Nel 78% delle utenze visitate, non si sono registrate non conformità, delineando quindi un atteggiamento che nella maggior parte dei casi è stato collaborativo e disponibile.

Va ricordato che nel caso in cui il rifiuto non viene ritirato (per materiale o busta/contenitore non conforme), viene lasciato un avviso con le motivazioni del mancato ritiro. Quando ciò accade, l’utente dovrà ritirare il sacchetto e provvedere a dividerne correttamente i materiali nella busta conforme, per poi esporlo nuovamente nel giorno di ritiro previsto per evitare spiacevoli addebiti che vanno da 50 a 300 euro.

Le persone incaricate per tali attività sono 2 tecnici autorizzati dall’Ata, muniti di tesserino di riconoscimento. Diffidare di soggetti che spacciandosi per operatori della Rieco richiedono soldi, o di poter visionare bollette e documenti vari, o che insistono nel voler entrare nell’abitazione. Nel caso, contattare le forze dell’ordine.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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