Il coraggio la passione e la caparbietà dell’Hosteria la Marca

In Via Maratti a Camerano lo chef Marco Domenella e sua moglie Nicoletta hanno inaugurato la loro osteria attenta alle intolleranze. Bandita la carne e i fritti

Camerano, 19 settembre 2020 – Nell’ormai quasi deserto centro storico di Camerano, che mostra serrande abbassate e cartelli affittasi/vendesi, ieri è successo un quasi miracolo. Al numero 36 di Via Maratti ha aperto i battenti l’Hosteria la Marca. Grazie al coraggio, alla passione e alla caparbietà di un cuoco professionista che ha già lavorato in tanti locali prestigiosi in provincia e non, e alla sua dolce metà che nel progetto ha messo creatività, amore e analisi.

Camerano – Lo chef Marco Domenella e sua moglie Nicoletta Marchegiani

Lui è Marco Domenella, negli ultimi tempi molto attivo anche sui social, che non guasta anzi aggiusta, per la sua scelta di prodotti artigianali con una storia e una peculiarità, lei è Nicoletta Marchegiani, geometra e grafica. Un connubio perfetto per riportare in vita la tradizionale osteria di una volta, anima pulsante del centro città, con quella innovazione, parola scontata ma mai banale, che, in questo caso, chiamerei alternativa.

Nel sito che vi invito a navigare hosterialamarca.it, Domenella si presenta così: “Ciao,mi chiamo Marco, sono lo chef di Hosteria la Marca. L’eccellenza e l’ampia scelta dei prodotti locali mi permette di creare piatti dal sapore tradizionale seppur innovativi. Metto a tua disposizione la mia esperienza professionale, così che tu possa sentirti a casa gustando uno dei miei piatti. Non preoccuparti delle intolleranze alimentari, il mio menù è studiato per un equilibrio salutare sia per intolleranti che non.

Camerano – Carla Latini intervista lo chef Marco Domenella all’inaugurazione dell’Hosteria della Marca

Un luogo dove mangiare in totale serenità. Che siate celiaci, intolleranti ai latticini o a qualsiasi altro ingrediente. Tipo l’aglio, il sedano o il lattosio. Ogni piatto a menu è studiato nei dettagli per darvi il meglio in fatto di equilibrio e nutrizione. Un esempio? Coccio della salute – piatto unico con cereali, verdura, legumi e semi (allergeni: semi, glutine).

Ma perché proprio Camerano, visto che la coppia è di Recanati?  «Amiamo la Riviera del Conero e Camerano ne fa parte. Da ragazzi venivamo spesso a passeggiare qui. E poi è stato questo posto che ha voluto noi. Ci siamo innamorati».

Il locale è su due piani, tre per la verità se consideriamo la cucina a piano terra. Dall’entrata con 3 tavoli si vede subito la grande scala a chiocciola che porta al piano superiore dove ci sono altri 4 tavoli. Ognuno ha un nome evocativo legato ai 7 chakra. Potete scegliere il tavolo Luce piuttosto che il tavolo Amore. Sopra ogni tavolo c’è un vaso trasparente pieno d’acqua a metà, il bicchiere sempre mezzo pieno, con all’interno un essere vivente marino vegetale.

Come nelle osterie di un tempo che fu, non ci sono etichette di vini pregiati ma il bianco e il rosso della casa e una birra locale. I prodotti sono stagionali, diremmo quasi mensili legati al sole e alla pioggia: «Se non piove sarà difficile avere dei buoni funghi» Erbe aromatiche, come il finocchietto selvatico, i paccasassi e l’anice ricordano il Monte e i suoi cespugli mediterranei. Moscioli, sardoncini e coda di rospo il profondo mare della Baia.

Camerano – Tradizionale taglio del nastro inaugurale del sindaco Annalisa Del Bello e benedizione dei locali da parte di don Aldo

Insomma un menu dedicato a vegani, vegetariani, non carnivori e amanti del pescato del giorno. Questa insegna, non luminosa ma in legno bianco con la scritta lilla scuro, brilla di suo con il sole che rimbalza dalle finestre di fronte e richiama profumi di lavanda stropicciati dal vento. Che dal Monte si incanalano per il corso di Camerano.

Per prenotazioni e informazioni +39 351.8625960. All’inaugurazione, giovedì scorso, c’erano sia il Sindaco che il Parroco della cittadina e tanti curiosi e turisti capitati lì dopo la visita alle  Grotte. Che ora avranno, finalmente, un ristorante su misura dove scoprire ricette e prodotti artigianali marchigiani di pregio. Come vuole il periodo che stiamo vivendo, anche qui è attivo il servizio take away per tutti i piatti a menu.

Hosteria La Marca
Via Maratti 36
Camerano (AN)
Telefono +39 351 8625960

© riproduzione riservata


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

© riproduzione riservata

 


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