Il Comune ufficializza la destinazione dei proventi delle multe

L’assessore Renato spiega anche come verrà utilizzato il premio di 109.500 euro incassato dalla Regione Marche per i rifiuti

Camerano, 10 marzo 2019 – La Giunta Comunale ha determinato nei giorni scorsi la destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni del Codice della strada.

Per il 2019 è previsto che metà dell’incasso sarà vincolato per il potenziamento della sicurezza urbana e stradale, oltre che all’attività di controllo e accertamento delle violazioni.

Nei fatti, è previsto un incasso annuo di € 160.000 dai quali vanno detratti € 68.000 che saranno accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità, ed € 22.000 – derivanti dai proventi delle sanzioni degli autovelox – che saranno versati alla Provincia di Ancona in qualità di ente titolare della Direttissima del Conero.

La restante quota di € 70.000, sarà utilizzata in parte per l’acquisto e la sistemazione della segnaletica stradale (€ 8.750), e per le manutenzioni stradali (circa € 16.000). Un’ulteriore quota di € 8.750 è destinata alla manutenzione periodica e all’assistenza della strumentazione operativa (police control, autovelox, videocamere etc), e ai software (banche dati, aggiornamenti etc) in dotazione alla Polizia Locale.

Più della metà delle sanzioni effettuate sono dovute per l’eccesso di velocità, mentre circa il 20% per i divieti di sosta. Le altre violazioni riguardano per lo più la mancanza di copertura assicurativa e revisione del veicolo.

Camerano – L’assessore all’Ambiente Costantino Renato mostra con orgoglio il premio in denaro ricevuto dalla Regione Marche per i risultati ottenuti nella raccolta differenziata dei rifiuti

Abbiamo chiesto all’assessore Costantino Renato come verrà impiegato il premio di € 109.500 che il Comune di Camerano ha ricevuto dalla Regione Marche per l’ottimo andamento della raccolta rifiuti differenziata, (un quesito che diversi cameranesi  hanno posto attraverso la nostra pagina social): «Verranno utilizzati – ci ha risposto – per limitare i costi generali del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei prossimi due anni».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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